Aldo Ronconi, il ciclista che amava il caldo ma non le volate

1237956525.jpegAldo Ronconi

nato a a Santa Lucia delle Spianate di Brisighella (RA) nel 1918

Particolarmente attrezzato per le corse dure si trovava a suo agio nelle giornate di gran caldo. Se le montagne furono il terreno ideale per le sue prodezze gli arrivi in volata erano la sua condanna, così le sue vittorie sono state pochissime e non molti neppure i posti d’onore.

Dopo un iniziale apprendistato con la categoria dei “liberi”, nel 1934 gareggia nella categoria allievi con la Faenza Sportiva. Cominciano a delinearsi le sue caratteristiche di atleta resistente, dotato di fondo, forte in salita, ma poco provvisto di spunto veloce. Una mancanza che, nel corso della sua lunga carriera protrattasi fino al 1952, finirà per rendergli impossibile un consistente carnet di vittorie. Come dilettante dal 1937 al 1939 difende i colori del V.S. Reno di Bologna ottenendo alcuni significativi successi e una lunga serie di piazzamenti. S’impone per distacco in gare impegnative come la Coppa Perugina e il Giro delle Due Provincie a San Marino nel 1939. E’ questo un anno ricco di risultati: secondo a Varese nel campionato italiano dilettanti, primo assoluto al campionato nazionale della G.I.L., magnifico vincitore della Milano-Monaco, aspra gara a tappe che lo vede primeggiare nella seconda giornata di corsa sul traguardo di Innsbruck. Nella classifica finale Aldo registra un vantaggio di 11’20” sul secondo arrivato Bratto. Nel 1940 passa professionista con la Legnano di Bartali campione e Coppi esordiente (che vinse quell’anno il Giro d’Italia). Nella sua prima stagione vince il Giro dell’Umbria. L’anno successivo passa alla Viscontea, ma la chiamata alle armi gli impedisce continuità nelle gare. Inviato al Distretto militare di Ravenna difende i colori della locale S.C. Malatesta riportando alcune vittorie. Passata l’ondata bellica, che tra l’altro lo vede confinato in un lager a Linz, torna a gareggiare con la Benotto nel 1946. Dopo essersi imposto nella tappa di Trento del Giro d’Italia, conquista la maglia tricolore imponendosi con netto vantaggio in una memorabile edizione del durissimo Giro di Toscana in una torrida giornata d’agosto. Nel 1947 partecipa al Tour de France: vince dopo una lunga fuga solitaria la tappa Bruxelles-Lussemburgo (314 km) balzando al terzo posto in classifica. Quattro giorni dopo sul traguardo di Grenoble conquista la maglia gialla che indossa per due tappe. Una foratura gli impedisce poi di restare al vertice della classifica e scivola al secondo posto alle spalle del connazionale Brambilla, ma con un distacco minimo che autorizza a ben sperare. Ma nel corso dell’ultima tappa verso Parigi i due italiani restano vittime di un colpaccio ordito da belgi e francesi (con in testa Robic) autori di un’indiavolata fuga con la complicità delle automobili al seguito che fanno di tutto per imbottigliare la maglia gialla Brambilla e Ronconi, il quale viene relegato al quarto posto nella classifica finale. Ritorna al Tour l’anno dopo, ma con scarsa fortuna. Al Giro d’Italia ottiene questi risultati: 40° (1940), 5° (1946), ritirato (1947-1948-1949) e 13° (1950). Partecipa anche al Giro della Svizzera classificandosi terzo due volte, nel 1946 e 1950. Con la Viscontea, infine, le sue due ultime affermazioni nelle tappe di Cosenza e di Salerno nel Giro dei Tre Mari ’49.

Aldo Ronconi, il ciclista che amava il caldo ma non le volateultima modifica: 2010-01-06T06:29:00+01:00da velocipedista
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