La storia della Coppa Placci

Antonio Placci.JPGÈ credenza generale, almeno così pensiamo, che l’attività sportiva in Imola sia sorta e poi sviluppata con l’avvento dell’Unione Sportiva Imolese, la cui data ufficiale di nascita, come è noto, è quella del 20 marzo 1920. Le cose non stanno in questi termini.

I primi segni di attività risalgono invece al lontano 1907 allorché un gruppo di giovani appartenenti ad ogni condizione sociale (a quel tempo forse ci si voleva più bene), quotidianamente si recava con biciclette da corsa fuori Porta Bologna inanellando a tutta birra giri su giri sul così detto “quadrato dei Cappuccini” costituito dai tratti del viale omonimo, via Villa Clelia, via Montanara (ora D’Agostino) e via Emilia. Seguivano poi discussioni a non finire, che ricominciavano il giorno dopo con sfide su sfide. Non meravigliatevi del percorso scelto a mo’ di pista per allenamento; allora il traffico era pressoché inesistente e si poteva correre con tutta libertà senza temere incidenti.

Per citare soltanto alcuni corridori italiani di grido, ricorderemo che quello era il tempo dei Gerbi, Ganna, Galetti, Pavesi, Rossignoli ecc. le cui gesta descritte con una prosa esaltante dalla ” Gazzetta dello Sport ” determinarono il fiorire in ogni angolo d’Italia di una grande passione per il ciclismo.

 
Pure Imola ne fu presa e così sorsero di volta in volta diversi sodalizi che ebbero quasi tutti vita assai breve ad eccezione del “Club Sportivo Imolese” che merita una citazione particolare per serietà di intenti e di organizzazione. Sorto ufficialmente nel luglio 1908, ebbe come programma la cultura e la diffusione di tutti gli sports. Era diretto dai giovani Alvisi Gualtiero, presidente, Negretti Umberto, Negri Giorgio, Fontana Mario e Luigi Morara Sassi. La Società si sciolse verso la fine del 1912 dopo un quinquennio di attività varia e sorprendente, che portò incremento notevole specialmente al ciclismo e all’atletica leggera. Le due edizioni della Imola-Piacenza e ritorno vanno a pieno merito del Club Sportivo, ma giova pure ricordare che ad altri sports era volta l’attività del Sodalizio.
Dal 1908 al 1913 numerosi furono i corridori ciclisti imolesi che si avvicendarono in molte gare più o meno importanti sia localmente che altrove. Citiamo fra i tanti: Bizzi Mario, Nardozzi Pasquale, Rossini Elio, Zuffi Giona, Dall’Osso Paolo, Dall’Olio Ferruccio, Baldini Enea, Montroni Alessandro, Ansaloni Alfredo (e furnarì), Rocchi Elvezio, Ferrari Giuliano, Costa Cesare. Quest’ultimo fu, senza dubbio, il migliore fra tutti.

In quegli anni si correva per pura passione: le strade erano orribili, piene di polvere, faticosissime. Non parliamo dei premi che nelle gare di scarso rilievo consistevano quasi sempre soltanto in medaglie e diplomi. E anche allora, come oggi, la corsa aveva luogo con “qualunque tempo”. Al riguardo, tipica e massacrante fu la corsa svoltasi il 28 aprile 1912 per il titolo di campione imolese di resistenza sul percorso Imola-Scarperia e ritorno, Km. 140 circa. La partenza fu data alle ore 10,45 sotto un violento scroscio di pioggia. Iscritti 14, partenti 4, arrivati 2!!!, e cioè: 1° Dall’Osso Paolo in ore 7 55’ 29″; 2° Uccelli Pietro in ore 8 10’ 56″. Il maltempo (nel Giogo c’era anche un po’ di neve) imperversò sui corridori per tutto il percorso, riducendoli a maschere di fango. A Scarperia, dove pure pioveva a dirotto, c’era il controllo a timbro. All’arrivo a Imola dei due superstiti si constatò che il timbro portava la dicitura seguente: pecora Macello Scarperia! Non si è mai saputo se si sia trattato di uno scherzo o di altro…

Dall’Osso era un atleta eclettico che alternava con la massima indifferenza ciclismo e podismo con quale giovamento per l’una o l’altra disciplina è facile immaginare!

Abbiamo accennato alle due edizioni della gara Imola – Piacenza e ritorno (Km. 365) disputatesi rispettivamente nel 1909 e 1910 e che costituiscono le manifestazioni più importanti organizzate dal Club Sportivo Imolese in campo ciclistico.

La prima edizione si svolse il 24 ottobre 1909 e radunò alla partenza un discreto lotto di corridori di rilievo fra i quali i francesi Menager, Maitron e Cornet che durante l’annata avevano già raccolto allori in Francia. Menager aveva infatti vinto una tappa del Tour e gli altri due avevano ottenuto diversi piazzamenti d’onore. Prima dell’alba giunse la notizia che il corridore Chiodi aveva staccato il gruppo di oltre un’ora, approfittando dell’oscurità, il via infatti era stato dato a notte ancora fonda, il che rendeva più facile l’evasione. Furono i tre francesi che accortisi della fuga organizzarono la caccia. Il gruppo si ricompose e i corridori giunsero poi al traguardo finale nel seguente ordine: 1. Menager; 2. Maitron; 3. Petiva Emilio; 4. Costa Cesare (un ottimo corridore di Sesto Imolese che doveva poi classificarsi 6° nel Giro di Lombardia dello stesso anno); 5. Corlaita Ezio; 6. Ferrari Giuliano di Imola; 7. Pavesi Eberardo; 8. Erba Angelo; 9. Cornet; 10. Chiodi Luigi. Seguirono altri sei, fra i quali gli imolesi Rossini Elio e Baldini Enea, classificatisi al 14° e 15° posto.

Nell’attesa, lungo il Viale dei Cappuccini, si svolse una riunione atletica fra cui il doppio giro podistico di Imola di Km. 10 con grande entusiasmo di folla.

La seconda ed ultima edizione ebbe luogo il 4 settembre 1910 con traguardo finale lungo il Viale dei Cappuccini dove era stata eretta una tribunetta in legno sulla quale erano saliti i membri della Giuria con alcuni notabili della città e che crollò, fortunatamente senza conseguenze, poco prima dell’arrivo.

12 i partenti, di cui 8 giunti al termine: 1. Azzini Luigi di Milano; 2. Bordin Lauro di Rovigo; 3. Dradi Fedele di Alfonsine; 4. Sonetti Alberto di Piombino; 5. Brasey Canzio di Cesena; 6. Borgarello Vincenzo di Torino; 7. Fiore di Torino; 8. Tarabusi Ugo (mezavos) di Imola.

L’arrivo fu compromesso da Borgarello che cadde nell’abbordare la curva che dalla Via Emilia porta al Viale Cappuccini provocando lo sbandamento del gruppo e forse falsando l’ordine. Egli, dotato di notevole spunto di velocità, era già e divenne sempre più corridore molto noto. Nell’attesa fui organizzata la solita riunione ciclo-podistica: la gara su Km. 10 fu vinta da Fava Aduo di Bologna, seguito al 5° posto dal nostro Dall’Osso Paolo, l’eclettico atleta che, come abbiamo già detto, ha sempre alternato ciclismo e podismo.

Tra il 1908 e il 1912 ad Imola si organizzarono trenta e più gare ciclistiche, fra le quali un campionato emiliano nel 1908 e le due edizioni già ricordate della Imola – Piacenza, nonché molte manifestazioni di altro genere, grazie alla passione e volontà e soprattutto il consenso della cittadinanza che ha sempre partecipato numerosa alle riunioni principali con la contenuta compostezza di quel tempo.

Quando certe gare si svolgevano alle Acque Minerali (cross ciclistici e podistici, gare di atletica, ecc.) era presente anche la Banda Cittadina che dava così un tono festoso a tutto l’insieme del programma sportivo.

Nel 1913 praticamente non esistono più nella nostra città Sodalizi sportivi con basi solide e programmi ben definiti. C’è qualche cosa in giro che non è normale… Si sente parlare di dimostrazioni irredentistiche, nascono le agitazioni politiche… si sente dire, fra l’altro, che la propaganda sportiva è dannosa alla gioventù la quale invece ha il dovere di dedicare ad altre attività le proprie azioni.  Si registra anche un tentativo di sciogliere un circoletto sportivo sito in Via XX Settembre dove alcuni appassionati si radunano ogni sera per discussioni innocenti.

Un brutto episodio invece si registrò il 15 giugno 1913. Si stava disputando il 4° Giro di Romagna con passaggio da Imola attraverso il centro della città. Transitarono per primi i fratelli Cantoni Mansueto ed Armando, seguiti ad un centinaio di metri dal gruppo composto da una quarantina di corridori, che fu accolto sotto il voltone dell’orologio da una salve di fischi ed insolenze. Le macchine al seguito ebbero pure accoglienze ostili con grida di ” abbasso lo sport “. L’ultimo corridore che transitò (Cocchi di Milano) fu percosso e dovette difendersi a pugni!

Tale incidente gettò Imola in cattiva luce, richiedendoi in seguito un grande sforzo per sfondare e fare riacquistare alla città il credito sportivo perduto.

Il 20 marzo 1920 nasce l’Unione Sportiva Imolese, con sede presso l’Albergo Italia. Verso la fine di quell’anno su invito del giovane amico Giovanni Santandrea, l’Unione Sportiva entra a far parte dell’ U. S. Imolese da poco ufficialmente costituita che curava quasi esclusivamente il settore “Calcio”.

La prima cura dei soci dell’U.S.I. fu quella di dare un volto, un insieme organico al Sodalizio, costituendo regolarmente le tre sezioni:  ciclismo, calcio, atletica leggera con a capo per ciascuna un dirigente responsabile. Le altre sezioni sorsero in seguito. Nonostante la Società avesse sede nell’Albergo Italia, immancabilmente ogni sera i suoi soci si radunavano al Bar Sport, dove il proprietario Gino Tamburini li attendeva per iniziare quelle solite discussioni su fatti e avvenimenti sportivi che non terminavano mai…

In poco tempo la Società aumentò notevolmente i suoi iscritti raccogliendo simpatie da ogni parte anche se il momento politico, nel 1921, era piuttosto burrascoso.

 
2 ottobre 1921. L’Unione Sportiva organizza una corsa ciclistica d’incoraggiamento (certe gare allora si chiamavano anche così) sul percorso Imola – Castel del Rio – Coniale e ritorno. Numerosi i partecipanti, fra i quali il giovane Antonio Placci di Bubano. Inutile ricordare ancora lo stato delle strade che erano maltenute, piene di polvere e sconnesse. Alla partenza il Placci si attardò alcuni secondi per riparare lo sterzo allentato. Ripartì a testa bassa per riprendere il gruppo, ma causa il polverone sollevato dai corridori che lo precedevano non si avvide di un barroccino che veniva in senso contrario. Un urto in pieno, uno schianto terribile e la morte.

Il luttuoso avvenimento sconvolse per parecchio tempo l’Unione, che per alleviare il dolore della famiglia e andare incontro ai loro bisogni, organizzò una sottoscrizione che fu estesa anche agli ambienti sportivi di Bologna e che fruttò una discreta somma di denaro.  Fu in quel momento che nacque l’idea di promuovere una iniziativa un po’ diversa dalle solite, qualche cosa insomma che rimanesse nel tempo come degno ricordo del sacrificio di un martire dello sport.

Nella primavera inoltrata del 1922 l’idea fu quella di organizzare una gara per juniores, fuori classe e dilettanti (erano queste le tre categorie che potevano correre insieme) intitolandola ad Antonio Placci con la speranza e la certezza che nel tempo la corsa avrebbe avuto sempre maggiore importanza, come infatti è avvenuto dopo peripezie e interruzioni di ogni genere.

Quella stessa Coppa Placci che ancora oggi l’Unione Sportiva Imolese organizza con successo. Anche allora c’era il problema finanziario da risolvere. Non c’erano industrie fiorenti come oggi, non esistevano Enti potenti e noti su cui appoggiarsi, per cui l’opera era veramente eroica.

E ci lusinghiamo che la gioventù di oggi si ricordi di noi, delle nostre lotte, non per ricevere un premio o una lode retorica, ma per dire e ripetere che la nostra città trovò sempre e in ogni momento e di fronte a difficoltà gravissime, trovò sempre ripetiamo, uomini e tempre piene di fede, energia e speranze per il nostro avvenire sportivo e la nostra dignità di cittadini all’avanguardia dello sport italiano.

(Da uno scritto di Paolo Ciotti 1966)

 
L’Albo d’Oro della Coppa Placci
 
1923 1. DAL FIUME ENEA imolese, che sarà 5°al giro d’Italia 2. Poresini Giuseppe 3. Morrtevecchi Antonio
1924 1. PETIVA EMILIO 2. Dal Fiume Enea 3. Candini Antonio
1925 1. PETIVA EMILIO 2. Gilli Battista 3. Piemontesi Domenico
1926 1. VALLAZZA ERMANNO 2. Dal Fiume Enea 3. Pomposi Mario
1927 1. SIMONI ALEARDO 2. Cavallini Aristide 3. Pancera Giuseppe
1928 1. FOSSATI PIETRO 2. Grandi Alberto 3. Martelli Rodolfo
1946 1. LOGLI NEDO 2. Cocchi Ezio 3. Ferrari Pietro
1948 1. CASOLA LUIGI 2. De Zan Italo 3. Pugnaloni Ubaldo
1949 1. SOLDANI RENZO 2. Salimbeni Virgilio 3. Barozzi Danilo
1950 1. ZAMPIERI GIAN CARLO 2. Castellucci Leo 3. Carrea Andrea
1953 1. MAGGINI LUCIANO 2. Barozzi Danilo 3. Fornara Pasquale
1962 1. CRIBIORI FRANCO 2. Cerato Alcide 3. Bariviera Vendramino
1963 1. BALDINI ÈRCOLE 2. Battistini Graziano 3. Cerato Aloide
1964 1. DE ROSSO GUIDO 2. Durante Adriano 3. Fantinato Bruno
1965 1. DANCELLI MICHELE 2. Ziiioli Italo 3. Passuello Adriano
1966 1. GIMONDI FELICE 2. Pifferi Aldo 3. Ziiioli Italo
1967 1. ARMANI LUCIANO 2. Dancelli Michele 3. Basso Marino
1968 La gara venne sospesa a causa di un nubifragio:
 erano al comando Gimondi, Motta, Dancelli, Balmamion, Bodrero, Laghi, De Prà, Passuello, Chiappano e Taccone.
1969 1. BALLINI ROBERTO 2. Kindt Roger 3. Zandegù Dino
1970 1. COLOMBO UGO 2. Santambrogio Giacinto 3. Bitossi Franco
1971 1. COLOMBO UGO 2. Pettersson Thomas 3. Polidori Giancarlo
1972 1. DE VLAEMINCK ROGER 2. Bergamo Marcello 3. Boifava Davide
1973 1. ZILIOLI ITALO 2. Fabbri Fabrizio 3. Maggioni Enrico
1974 1. DE VLAEMINCK ROGER 2. Moser Francesco 3. Merckx Eddy
1975 1. MOSER FRANCESCO 2. Bitossi Franco 3. Gimondi Felice
1976 1. BERTOGLIO FAUSTO 2. Moser Francesco 3. Gavazzi Pierino
1977 1. BASSO MARINO 2. Saronni Giuseppe 3. Gavazzi Pierino
1978 1. GIAMBATTISTA BARONCHELLI 2. Ceruti Roberto 3. Barone Carmelo
1979 1. BATTAGLIN GIOVANNI 2. D’Arcangelo Stefano 3. Johansson Bernt
1980 1. BATTAGLIN GIOVANNI 2. Panizza Wladimiro 3. Contini Silvano
1981 1. VANDI ALF10 2. Masciarelli Palmiro 3. Amadori Marino
1982 1. CHINETTI ALFREDO 2. Leali Bruno 3. Bombini Emanuele
1983 1. AMADORI MARINO 2. Cassani Davide 3. Vandi Alfio
1984 1. DA SILVA ACACIO 2. Algeri Pietro 3. Chioccioli Franco
1985 1. CONTINI SILVANO 2. Leali Bruno 3. Cortinovis Tullio
1986 1. BONTEMPI GUIDO 2. Leali Bruno 3. Baronchelli G. Battista
1987 1. GHIROTTO MASSIMO 2. Gavazzi Pierino 3. Bugno Gianni
1988 1. GAVAZZI PIERMATTIA 2. Saronni Giuseppe 3. Fondriest Maurizio
1989 1. CHIAPPUCCI CLAUDIO 2. Ballerini Franco 3. Passera Camillo
1990 1. GIANETTI MAURO 2. Cenghialta Bruno 3. Piovani Maurizio
1991 1. DUFAUX LAURENT 2. Gotti Ivan 3. Caritoux Eric
1992 1. BRUYNEEL JOHAN 2. Chiappucci Claudio 3. Cassani Davide
1993 1. SCIANDRI MAXIMILIAN 2. Furlan Giorgio 3. Ugrumov Pietre
1994 1. LECCHI ANGELO 2. Casagrande Francesco 3. Furlan Giorgio
1995 1. CASAGRANDE FRANCESCO 2. Cassani Davide 3. Donati Massimo
1996 1. TAFI ANDREA 2. Lebianc Lue 3. Virenque Richard
1997 1. ZBERG BEAT 2. Celestino Mirco 3. Baronti Alessandro
1998 1. ZANETTI MAURO 2. Celestino Mirko 3. Donati Massimo
1999 1. CELESTINO MIRKO 2. Barbero Sergio 3. Casagrande Francesco
2000 1. CASAGRANDE FRANCESCO 2. Rebellin Davide 3. Bartoli Michele
2001 1. BETTINI PAOLO 2. Faresin Gianni 3. Mazzoleni Eddy
2002 1. TOSATTO MATTEO 2. Bortolami Gian Luca 3. Rebellin Davide
2003 1. DI LUCA DANILO 2. Rebellin Davide 3. Camenzind Oscar
2004 1. BERTAGNOLLI LEONARDO 2. Rebellin Davide 3. Simeoni Filippo
2005 1. VALOTI  PAOLO 2. Kirchen Kim 3. Khalilov Mikhail
2006 1. NOCENTINI RINALDO 2. Sella Emanuele 3. Ferrara Raffaele
2007 1. BERTOLINI Alessandro 2. KUNITSKI Andrei 3. ZAGORODNY Volodymyr
2008 1. PAOLINI Luca 2. GASPAROTTO Enrico 3. FINETTO Mauro
 
 
La storia della Coppa Placciultima modifica: 2009-03-02T04:43:00+01:00da velocipedista
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