Carlo Oriani, “el Pucia”

oriani_c.jpgCarlo Oriani (Cinisello Balsamo, 5 novembre 1888 – Caserta, 3 novembre 1917)

Vinse il Giro di Lombardia nel 1912 e il Giro d’Italia nel 1913. Era un astro nascente del ciclismo italiano, poi venne la Prima Guerra Mondiale. Arruolato nei bersaglieri ciclisti, si ammalò di polmonite per aver attraversato il Piave a nuoto durante la ritirata di Caporetto e morì a soli 29 anni all’ospedale di Caserta. La sua breve carriera iniziò negli anni ’10, professionista dal 1908 al 1915. Corse per la Stucchi, per la Bianchi e per la Maino.

Ex muratore che alternava la vita in cantiere a quella di ciclista, in bicicletta andava davvero forte fin da giovane. A Cinisello Balsamo lo conoscevano tutti con il suo soprannome, “el Pucia”, un nomignolo che sapeva di fame antica e di appetito robusto. Così Carlo inizia a partecipare alle corse, quelle vere, dimostrando subito il proOriani 2.jpgprio valore: nel 1909 corre come indipendente il primo Giro d’Italia classificandosi quinto assoluto e 1° nella propria categoria; nel 1912 vince in volata il Giro di Lombardia e l’anno seguente su cicli Maino si aggiudica il Giro d’Italia, conquistando la testa della classifica al termine della dura tappa appenninica di Ascoli Piceno e concludendo la corsa trionfalmente al parco Trotter di Milano, davanti a centomila spettatori entusiasti.

I Balsamesi andavano fieri del loro campione al punto da sfiorare il fanatismo. I suoi più accesi tifosi prima di una gara solevano dire: “Che crépa la vacca ma che ‘riva el Pucia”. (Che muoia pure la mucca, ma che el Pucia arrivi primo). E la mucca, allora, era una delle maggiori fonti di reddito per un contadino.

Tra i suoi ultimi successi il Gran Premio dell’Industria del 1913.

Carlo Oriani, “el Pucia”ultima modifica: 2009-01-09T06:39:00+01:00da velocipedista
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