Una nuova inchiesta per fare luce sulla morte di Ottavio Bottecchia

Bottecchia_17.jpgDella sua vita sportiva sappiamo tutto: nel 1924 è stato il primo italiano a vincere il Tour de France, bissando il successo l’anno successivo. Ciò che di oscuro rimane da scoprire di Ottavio Bottecchia riguarda le circostanze misteriose che circondano la sua morte, arrivata dopo 12 giorni di agonia in seguito ad un incidente in allenamento il 3 giugno 1927 a Peonis vicino a Gemona del Friuli.

Il campione fu trovato agonizzante a terra. Come abbiamo ricordato in un post precedente, esistono sino ad oggi versioni contrastanti, c’è chi parla di un incidente, chi di colpi che hanno causato un trauma cranico, chi di un semplice malore. Ad aprire nuova luce sulla vicenda è la regista friulana Gloria De Antoni, con la preziosa collaborazione della Cineteca del Friuli, che continuando a frugare nella memoria della sua terra, affronta il caso Bottecchia, atleta che rimane uno dei miti sportivi più radicati nella memoria della sua Regione.

Il titolo del suo ultimo film, “Bottecchia l’ultima pedalata” mette subito l’accento sul mistero della sua morte. Elencando vecchie circostanze e nuovi elementi: aveva perso l’equilibrio allacciandosi un cinturino del pedale? Aveva avuto una congestione dopo aver bevuto una birra gelata? Era stato aggredito da un contadino a cui aveva rubatOttavio Bottecchia.jpgo — come voleva una voce popolare — un grappolo d’uva? O, come si era un po’ mormorato a mezza voce, era stato vittima di una spedizione punitiva fascista?

Con l’aiuto di testimoni eccellenti e storici locali, da Sergio Zavoli all’ex direttore sportivo della nazionale di ciclismo Alfredo Martini, dai discendenti Franco Bottecchia e Renato Zarpellon, all’ex parroco di Peonis don Nello Marcuzzi, e soprattutto con la consulenza sportiva di Gianni Mura, la De Antoni cerca di far luce sulle tante versioni di quella misteriosa morte, ma soprattutto ricostruisce lo spessore umano di uno sportivo che aveva vissuto sulla sua pelle la povertà dell’Italia degli anni Dieci e Venti e che scoprì nella bicicletta un mezzo per guadagnare quello che la miseria del dopoguerra non offriva. D’altrone lui stesso aveva confessato di «non correre per la gloria, i successi, le donne, ma solo per i schèi».

Scavando negli archivi della Cineteca e di piccoli enti privati che hanno messo a disposizione rarissime immagini di repertorio, recuperando un primo lavoro fatto per l’ottantesimo anniversario della morte del ciclista (dove parla anche un testimone oculare delle vittorie francesi), “Bottecchia l’ultima pedalata” riesce così a ricostruire le gesta di un campione e insieme lo spirito di quei tempi eroici.

Il film può essere richiesto chiamando lo 0432 980458 o al sito www.cinetecadelfriuli.org

(tratto da www.corriere.it)

Una nuova inchiesta per fare luce sulla morte di Ottavio Bottecchiaultima modifica: 2008-12-10T05:55:00+01:00da velocipedista
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