Livestrong

957903031.jpgLance Armstrong è forse uno dei pochi campioni moderni che merita l’appellativo di eroico. 

Per chi non lo sapesse da oltre dieci anni Lance Armstrong non e’ solo un ciclista: un cancro aggressivo lo ha costretto a due operazioni, ai testicoli e al cervello, i migliori specialisti gli concedevano al massimo il 40% di possibilita’ di sopravvivere ma niente, neanche i cicli di chemioterapia, lo hanno fermato. Ha vinto sempre lui, anche contro il cancro, e ha deciso di fondare la Lance Armstrong Foundation nel 1997, una piccola organizzazione che nel 2003 e’ diventata LiveStrong, una macchina da guerra nella raccolta fondi capace di raggiungere la cifra di 265 milioni di dollari. 

Ora Lance ha deciso di scommettere ancora forte sul suo fisico, accettando l’ennesima e forse ultima sfida della sua carriera: correre per la prima volta il Giro d’Italia a quasi 38 anni, ovviamente per vincere. La Rcs Sport ha ufficializzato la sua presenza dopo che il direttore della corsa Angelo Zomegnan a fine settembre e’ andato a casa sua, a Austin, per chiedergli di mettere anche il Giro tra le cinque corse previste dal suo nuovo contratto con il Team Astana di Johan Bruyneel. Armstrong ha accettato e tornera’ a pedalare sulle strade italiane che scelse agli inizi della sua carriera, quando si fermo’ sul lago di Como e divenne amico di Fabio Casartelli. ”Qui non ho mai corso e voglio colmare questa lacuna – spiega – L’Italia e’ il paese che mi ha accolto quando ero un ragazzo e so di avere molti tifosi”.

”Tutti dicono che il Giro servira’ a preparare il Tour, invece puo’ essere che venga in Italia per vincere e che proprio il Giro sara’ la mia vera corsa a tappe di tre settimane dell’anno”, spiega alimentando qualche dubbio sulla sua partecipazione alla Grande Boucle del 2009. E poi il texano ha capito che il Giro poteva essere una grande occasione per promuovere anche in Italia l’attivita’ della sua fondazione contro il cancro. Sembrava il suo unico impegno, dopo il ritiro agonistico, nel 2005, fino alla recentissima decisione di tornare a correre. All’inizio di agosto, ha corso in Colorado una gara di mountain bike di 100 miglia ed e’ arrivato secondo: ”Mi hanno riferito un solo dato: volava!”, spiega Zomegnan.

Le Olimpiadi di Pechino gli hanno dato altro coraggio, perche’ ha visto Dara Torres che a 41 anni ha vinto l’argento e la romena Constantina Tomescu-Dita che a 38 anni e’ diventata campionessa olimpica niente meno che nella maratona. E allora via in sella alle 5.30 di tutte le mattine con il triatleta Peter Park a dargli una mano per tornare alla forma di un tempo. Ci sono gli scettici come Francesco Moser (”Non mi sembra una scelta molto azzeccata”), c’e’ chi sospende il giudizio come Franco Ballerini (”A me i ritorni non danno grandi entusiasmi pero’ conosciamo la sua caparbieta’ e penso possa ancora stupire”), c’e’ chi crede che ”dara’ filo da torcere a chi vuole vincere la corsa rosa” come Giuseppe Saronni e chi e’ piuttosto indifferente come Danilo Di Luca: ”Per me non sara’ un avversario per la vittoria finale perche’ punto sulle Classiche e sul Mondiale”. Sono tutti d’accordo pero’ sul fatto che la presenza del fuoriclasse americano dara’ visibilita’ mondiale alla corsa rosa. E a gennaio, quando partecipera’ al Tour Down Under in Australia, si iniziera’ a capire davvero se potra’ anche lottare per la vittoria.

Ricordiamoci che ha vinto l’edizione del centenario del Tour de France, e ora “Livestrong” potrebbe vincere anche l’edizione del centenario del Giro d’Italia.

(tratto da Ansa.it)

Livestrongultima modifica: 2008-10-14T15:33:00+02:00da velocipedista
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