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Come cantava Francesco De Gregori, è «una strana storia di cui nei giorni nostri s'è persa la memoria, una storia d'altri tempi, di prima del motore quando si correva per rabbia o per amore». La storia avvincente di Costante Girardengo e Sante Pollastri, due ragazzini della provincia più misera dell'Italia degli anni Venti: il primo diventerà campionissimo di ciclismo, il secondo un fuorilegge. Quest'incrocio di destini riemergerà dall'oblio quando in tv, la prossima stagione, si vedrà la miniserie «Il campione e il bandito». Due puntate in onda su Raiuno, prodotte per Rai Fiction da Mario Rossini con la Red Film, con la collaborazione della Film Commission Piemonte diretta da Steve Della Casa. Ludovico Gasparini dirige la miniserie che per il protagonista Beppe Fiorello rappresenta una sfida particolare e anche particolarmente voluta e cercata: è il primo film in cui avrà un ruolo decisamente negativo in una carriera costellata di edificanti eroi (da Don Puglisi a Salvo d'Acquisto, da Joe Petrosino a Giuseppe Moscati, per citarne alcuni). Il buono questa volta ha un altro volto, quello di Simone Gandolfo, mentre il cast comprende Raffaella Rea, Sarah Maestri, Alfredo Pea, tra gli altri. Tratto dall'omonimo libro di Marco Ventura (ed. Il Saggiatore), sceneggiato da Andrea Purgatori e Debora Alessi, «Il bandito e il campione» racconta una storia a metà tra vita vera e leggenda, una bella storia, di anni duri, di tristezze e splendori, di fatiche in campagna e di riscatto sociale. È la favola di un'amicizia densa di ombre e di un'Italia che non c'è più, che si fermava ogni anno a maggio quando passava il Giro d'Italia. I due ragazzini di Novi Ligure, classe 1893, crescono: Girardengo lotta in sella alla sua bici e vince: «Vai Girardengo, vai grande campione nessuno ti insegue su quello stradone», all'inizio per un piatto di minestra, poi per uno stipendio «da prefetto», e si conquista in pochi anni il titolo di campionissimo prima ancora di Fausto Coppi. Sulle due ruote, invece, Sante toglie ai ricchi per dare ai poveri e centra i lampioni per farsi il buio alle spalle. Nel malfamato Borgo delle Lavandaie lo considerano una specie di benefattore, di Robin Hood, malgrado gli arresti, le condanne, la latitanza. Un filo invisibile e misterioso legherà per sempre i due amici di infanzia e li terrà in contatto anche quando la vita riuscirà a separarli davvero tanto. Loro sono il campione e il bandito e chissà se è stato Girardengo a tradire Pollastri, chissà se si sono incontrati davvero al Velodromo d'Inverno di Parigi, quando Costante era già il ciclista spregiudicato e Sante il più famoso ribelle anarchico negli anni del fascismo. Per tutti i ciclisti eroici che volessero partecipare alle riprese il 30 aprile a Torino dalle 8 alle 18 la produzione del film cerca comparse, meglio se vestite con maglie d'epoca e bicicletta da corsa coerente con gli anni 20-30. Per informazioni contattare il numero 333 4965157. 00:56 Scritto da: velocipedista in Racconti di ciclismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook Scrivi un commento NB: i commenti di questo blog sono moderati. In risposta a: Il tuo nome: La tua mail: La URL del tuo blog: Il tuo commento: Ricorda i miei dati per i prossimi commenti Notificami in mail i successivi commenti
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Lo scorso 6 aprile a Torino il primo ciak del film che racconterà la vera storia del bandito e del campione. Come cantava Francesco De Gregori, è «una strana storia di cui nei giorni nostri s'è persa la memoria, una storia d'altri tempi, di prima del motore quando si correva per rabbia o per amore». La storia avvincente di Costante Girardengo e Sante Pollastri, due ragazzini della provincia più misera dell'Italia degli anni Venti: il primo diventerà campionissimo di ciclismo, il secondo un fuorilegge. Quest'incrocio di destini riemergerà dall'oblio quando in tv, la prossima stagione, si vedrà la miniserie «Il campione e il bandito».
Due puntate in onda su Raiuno, prodotte per Rai Fiction da Mario Rossini con la Red Film, con la collaborazione della Film Commission Piemonte diretta da Steve Della Casa. Ludovico Gasparini dirige la miniserie che per il protagonista Beppe Fiorello rappresenta una sfida particolare e anche particolarmente voluta e cercata: è il primo film in cui avrà un ruolo decisamente negativo in una carriera costellata di edificanti eroi (da Don Puglisi a Salvo d'Acquisto, da Joe Petrosino a Giuseppe Moscati, per citarne alcuni). Il buono questa volta ha un altro volto, quello di Simone Gandolfo, mentre il cast comprende Raffaella Rea, Sarah Maestri, Alfredo Pea, tra gli altri. Tratto dall'omonimo libro di Marco Ventura (ed. Il Saggiatore), sceneggiato da Andrea Purgatori e Debora Alessi, «Il bandito e il campione» racconta una storia a metà tra vita vera e leggenda, una bella storia, di anni duri, di tristezze e splendori, di fatiche in campagna e di riscatto sociale. È la favola di un'amicizia densa di ombre e di un'Italia che non c'è più, che si fermava ogni anno a maggio quando passava il Giro d'Italia. I due ragazzini di Novi Ligure, classe 1893, crescono: Girardengo lotta in sella alla sua bici e vince: «Vai Girardengo, vai grande campione nessuno ti insegue su quello stradone», all'inizio per un piatto di minestra, poi per uno stipendio «da prefetto», e si conquista in pochi anni il titolo di campionissimo prima ancora di Fausto Coppi. Sulle due ruote, invece, Sante toglie ai ricchi per dare ai poveri e centra i lampioni per farsi il buio alle spalle. Nel malfamato Borgo delle Lavandaie lo considerano una specie di benefattore, di Robin Hood, malgrado gli arresti, le condanne, la latitanza. Un filo invisibile e misterioso legherà per sempre i due amici di infanzia e li terrà in contatto anche quando la vita riuscirà a separarli davvero tanto. Loro sono il campione e il bandito e chissà se è stato Girardengo a tradire Pollastri, chissà se si sono incontrati davvero al Velodromo d'Inverno di Parigi, quando Costante era già il ciclista spregiudicato e Sante il più famoso ribelle anarchico negli anni del fascismo.
Per tutti i ciclisti eroici che volessero partecipare alle riprese il 30 aprile a Torino dalle 8 alle 18 la produzione del film cerca comparse, meglio se vestite con maglie d'epoca e bicicletta da corsa coerente con gli anni 20-30. Per informazioni contattare il numero 333 4965157.
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