04/03/2009

Carlo Delfino scrive per l'AVER!

Cari amici e appassionati di ciclismo eroico, è con grande piacere che accogliamo la proposta di collaborazione di Carlo Delfino, che da oggi ci invierà suoi scritti su questa nostra grande passione comune. Carlo Delfino è noto per avere al suo attivo già otto pubblicazioni dedicate al ciclismo eroico ed ai suoi protagonisti.

Questo il suo curriculum: medico sportivo di Varazze, corridore, fino alla categoria “allievi”, poi dedicatosi all'atletica leggera (salto con l'asta): campione ligure ed universitario. Laurea in medicina dello sport. Medico di medicina generale. Partecipante dall’inizio all’Eroica di Gaiole in Chianti con la bicicletta d'epoca, gomme pesanti, manubrio scomodo, maglioni originali di lana, gomme a tracolla, bicicletta del peso di 15 chilogrammi, per riprodurre fedelmente, in tutto e per tutto, il “ciclista d'epoca”. E’ modesto collezionista di cimeli antichi. I suoi libri sono la cosa che ama di più e dove riversa la passione per la storia del ciclismo.

Queste le sue pubblicazioni edite sinora: 

“Mio fratello Gepin” del 1997. Racconta gli esordi, la carriera, le imprese di Giuseppe Olmo, il più grande corridore ligure di tutti i tempi. Attraverso i racconti del fratello Michele Olmo viene ricostruito il carattere, la passione sportiva e la grinta agonistica del primatista dell'ora nonché vincitore di ben due Milano-Sanremo al termine di volate di gruppo ristretto e con grandi campioni. Non solo: pistard e stilista eccezionale, campione olimpico, sprinter astuto e resistente, cronoman di grande scuola.     

“Diario di un routier” del 1998. “Routier” dal francese “route”, strada. Quindi: diario di un corridore stradista dei primi anni del '900. Non un protagonista ma un corridore di secondo piano che però onora con passione e spirito di gruppo le corse dei pionieri entrando in contatto con Gerbi, Ganna, i francesi , Girardengo, Belloni, Brunero. La storia, che inizia da un quadernetto ritrovato su una bancarella di un mercatino ed appartenuto al protagonista del racconto, propone il ritratto di un'epoca che in pochi conoscono e che questo libro riesce a ricostruire con maestria.

“C'era una volta la Milano-Sanremo” del 1999. La Milano-Sanremo è adesso una gara per velocisti , una volta era invece una corsa dura, ad eliminazione. Terminare una Sanremo, soprattutto correrla da protagonista, voleva dire avere un carattere ed una tempra al di fuori del comune. Tra aneddoti e leggende, tra bellissime immagini ed ordini di arrivo circostanziati, vengono ripercorse le edizioni eroiche della “Classicissima di Primavera” fino al 1949, quando il grande Fausto Coppi portò a termine la sua terza fuga sulle strade della Riviera.

“Giuseppe Olivieri sprinter italien” del 2000. E' la storia del forte velocista ligure di nascita ma cresciuto ciclisticamente in Francia dove impara l'arte della pista e si fa valere nonostante l'interruzione dovuta alla prima guerra mondiale. Rientrato in Italia diventa stradista e seigiornista di rango esibendosi su tutti i legni del mondo per concludere poi la sua carriera nell'ambiente delle due ruote come “maestro” di Olmo e direttore sportivo di squadre professionistiche nell'immediato dopoguerra.

“Coppi in Riviera” del 2002. E' l'album fotografico del Campionissimo e dei suoi compagni di squadra della “Bianchi” in allenamento a Varazze nei leggendari anni '50. Ne emerge il ritratto dell'uomo Coppi, non “uomo solo” come di solito è definito dall'agiografia sportiva, ma persona disponibile, gentile, ben disposto verso i tifosi ed i cittadini in un mondo meno esasperato, più povero di soldi ma più ricco di umanità e di sentimenti. Una raccolta di oltre 100 foto inedite e di grande interesse.   

“Diario di un suiveur” del 2002. E' la continuazione del “Diario di un routier”. “Suiveur” è un termine intraducibile se non con un elegante gioco di parole : in sostanza è una persona che segue le corse, partecipa alle vicende del gruppo ed è sempre informato di ciò che accade nel mondo del ciclismo. Il protagonista racconta del periodo successivo alla cessazione dell'attività agonistica allorchè, nel periodo intercorrente tra la prima e la seconda guerra mondiale, si dedica a seguire gli altri corridori raccontandone le gesta, le emozioni e le soddisfazioni ottenute nel fare lo sport più bello del mondo.

“Giovanni Brunero – il ciclismo delle strade bianche” del 2008 (con  Giampiero Petrucci). E' il racconto del ciclismo vero, il ciclismo del fango, il ciclismo della fatica e delle strade bianche per ricordare un campione sconosciuto ai più, anche ai tanti che si vantano di “conoscere il ciclismo”. E' un interessante volume su quel grande scalatore e passista piemontese che negli anni venti riuscì ad imporsi in tre edizioni (1921, 1922, 1926) del Giro d'Italia, in due Giri di Lombardia e in una Milano- Sanremo, in competizione con atleti del rango di Girardengo, Binda e Belloni, veri “mostri sacri” del pedale di allora.

“Giovanni Valetti – il campione che sconfisse il mito” del 2008 (con Giampiero Petrucci).  E' la storia sportiva di Giovanni Valetti campione degli anni '30 che seppe battere anche Gino Bartali. Questo lavoro nasce da un'ingiustizia: la dimenticanza e la sottovalutazione della carriera di un campione del ciclismo italiano. Un atleta che vinse due “Giri d'Italia” consecutivi quando ancora il correre in bicicletta non era governato da alchimie chimiche e dove per primeggiare si dovevano possedere qualità fisiche e caratteriali di uomini “veri e duri”.

In preparazione:

Storia Enciclopedica della Milano Sanremo: partenti, cronaca, classificati, 1800 foto, palmares, dati anagrafici….600 pagine di notizie dati aneddoti….

La Maledizione della “Rosa”  cronaca del giro 1931, ovvero quando fu introdotta la maglia rosa che si pensava potesse portare sfortuna in quanto chi la indossava andava regolarmente incontro a malasorte e ad incidenti di vario tipo

 

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