La storia della Colnago

1279543135.jpgLa storia di Colnago è ricca di successi, in cinquant’anni il marchio del “trifoglio” ha raccolto più di 6.000 vittorie sponsorizzando più di 100 squadre professionistiche.

Ernesto Colnago è da tutti ritenuto il maestro dei costruttori di telai ed uno dei “padrini” delle moderne biciclette da corsa su strada classiche.

Ernesto nasce nel 1932 a Cambiago, un paesino alla periferia di Milano, in una famiglia di contadini e già ai tempi della scuola elementare aiuta il padre nel lavoro dei campi. Nel novembre 1945 è assunto con la qualifica di aiutante saldatore dalla Gloria, un’azienda milanese di biciclette. Per varcare i cancelli della fabbrica – sono richiesti 14 anni – viene modificata la data di nascita. “Mi hanno affidato ad un tecnico che saldava i telai – ricorderà in seguito – dovevo essere sempre concentrato sul lavoro: una volta che mi sono distratto, per richiamarmi all’ ordine, mi ha indirizzato il getto della fiamma ossidrica sulla mano. Ho imparato subito la lezione”.

 
A 14 anni Colnago ottiene la sua prima licenza di correre e vince 13 corse nella sua carriera. La sua fortuna comincia con una caduta. Nel 1951, partecipando come ciclista dilettante alla Milano-Busseto, si frattura la gamba destra. Dovendo restare per 60 giorni ingessato, ottiene dalla Gloria di montare le ruote a casa.
 
Nel 1952, lasciata la Gloria, si mette a costruire biciclette a Cambiago in un locale di venticinque metri quadrati. Parte così la storia della Colnago e del suo fondatore, un imprenditore che si è fatto da sé combinando insieme innovazioni tecnologiche e intuizioni di marketing. Dal 1955 ha continuamente migliorato le sue biciclette, con cui hanno corso e vinto i più grandi campioni del ciclismo (più di 100 team, 2.000 corridori e oltre 6.000 vittorie).
 
Colnago si dimostra subito un innovatore: fin dall’inizio decide di sottomettere la geometria dei telai dell’epoca ad alcuni cambiamenti radicali e crea allo stesso tempo il moderno look delle bicicletta da corsa su strada. Fino a quel momento il design che dominò prima della guerra era quello di un telaio largo, una base lunga per le ruote ed il sellino solo qualche centimetro al di sopra del telaio.

1155330110.jpgDa allora Colnago ha sempre avuto il polso della situazione, è a stretto contatto con i migliori ciclisti del mondo, per i quali, in molti casi, ha preparato personalmente le biciclette. Il vivace italiano ha fatto parte della squadra leggendaria Molteni di Rudi Altig e Eddy Merckx, Gianni Motta e Michele Dancelli, in qualità di meccanico.

 
La sua prima intuizione risale agli anni Cinquanta, quando forgia a freddo la forcella. Nel 1972 arriva la bicicletta che ha segnato un’epoca con il record stabilito da Eddy Merckx nel 1972 a Città del Messico. Nel 1983, la Oval CX e il telaio Master, con cui Saronni vinse quell’anno il Giro d’Italia. Nel 1986, insieme con la Ferrari Engineering (una collaborazione che dura ancora), viene realizzato, il primo telaio in fibra di carbonio e, l’anno seguente, la “rivoluzionaria” forcella Precisa. Nel 1987 ebbe l’idea delle forcelle con i connettori dritti. Nel 1989 è progettato Colnago C35, un telaio monoscocca in carbonio, da cui deriva il Carbitubo, seguito nel 1991 dal Bititan, un telaio in titanio. Nel 1994 esce il C40 in carbonio (nessuna bicicletta ha vinto quanto la C40), nel 2000 la CF1 e nel 2001 la CF2. Nel 2003 nasce il C50, evoluzione del C40, un telaio in fibra composita che si è affermato nelle competizioni e nelle vendite in tutto il mondo.
Tra tutte le vittorie ottenute in carriera, una speciale è entrata negli annali della storia Colnago: fu la vittoria del “diavolo fortunato” Dancelli nella Milano-San Remo nel 1970 che persuase Ernesto Colnago a cambiare il suo logo da un’aquila all’attuale asso di fiori.

477003956.jpgIl logo è rimasto lo stesso, ma la tecnologia dietro di esso ha rivoluzionato il modo di costruire biciclette.

Tony Rominger batté il record mondiale orario su una Colnago in carbonio a monoscocca nel 1994 – 10 anni dopo Colnago festeggiò il 50° anniversario con la “nave ammiraglia”, il modernissimo modello di telaio C 50. L’ultimissima creazione è il telaio monoscocca a carbonio “Cristallo” con il tubo superiore inclinato, sul quale i corridori Milram e i loro colleghi di Rabobank, Landbouwkrediet-Colnago, Ceramica Panaria e Navigators Insurance Cycling Teams partecipano a tutte le competizioni internazionali. La fabbrica Colnago produce ogni anno 14-15 mila pezzi (10.000 telai esportati in tutto il mondo, soprattutto Usa 3.500 pezzi, il 15 per cento rappresentato da bici complete e il Giappone 1.500 pezzi, ma 500 biciclette complete) con fatturato di 22 milioni di Euro. La famiglia (il fratello Paolo, fa figlia Anna, il genero Giovanni e il giovane nipote Alessandro) lavora a tempo pieno nella ditta insieme con 25 operai specializzati. Inoltre abbiamo una compartecipazione in un’ azienda in Toscana che provvede alla verniciatura ed una a Cambiago dove si saldano i telai» dice Ernesto Colnago, l’ indiscutibile boss.

La storia della Colnagoultima modifica: 2011-10-05T03:01:00+00:00da velocipedista
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