UNA LEGNANO AL COMANDO: SABATO 29 MAGGIO IL PRIMO RADUNO DEGLI APPASSIONATI LEGNANO

Il leggendario marchio Legnano chiama appassionati da tutta Italia, per una giornata di festa, sabato 29 maggio a Legnano, all’insegna dell’aggregazione e del rilancio del Marchio Legnano, che ha segnato la storia del ciclismo mondiale.

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Arriveranno da tutta Italia appassionati, cultori dello storico Marchio Legnano per partecipare ad una giornata di festa, sabato 29 maggio a Legnano. Un’iniziativa nata dall’intuito del Presidente dell’Associazione no-profit “Il box – motore per l’arte”, Giuseppe Biselli, che rientra nell’innovativo progetto “Una bicicletta lasciata sola torna al comando” con l’obiettivo di dare nuovamente vita al marchio anche attraverso il “Registro Storico Biciclette Legnano”, patrimonio unico che vuole ulteriormente arricchirsi di fotografie, documenti e informazioni sulle bici di interesse collezionistico del marchio Legnano.

“Un’iniziativa che ci trova sinergici su più fronti – commenta Filippo Gnech, uno degli eredi della famiglia Bozzi, proprietari del marchio. – E che ci spinge, con grande entusiasmo, al rilancio dello storico marchio che, nonostante i grandi successi del passato, non è stato adeguatamente valorizzato negli ultimi tempi “.
Nessun marchio ciclistico come Legnano può vantare un così alto numero di successi in ambito sportivo legati ai leggendari Alfredo Binda, Learco Guerra, Gino Bartali, Fausto Coppi ed Ercole Baldini. Una grande tradizione che nasce, si forma, si concretizza sulle strade delle più importanti corse ciclistiche: dal Tour de France, al Giro d’Italia, passando per le classiche per eccellenza e conquistando titoli iridati.

“Dopo la recentissima risoluzione del contratto di licenza con Bianchi, – evidenzia Filippo Gnech – Vogliamo restituire al Marchio Legnano il ruolo che merita e crediamo che l’occasione per iniziare l’operazione di rilancio sia questo fantastico e unico raduno di bici Legnano proprio nella sua città  – Il Marchio Legnano vuole ritrovare la giusta collocazione, attraverso l’innovazione ed il Made in Italy, nel panorama nazionale ed internazionale. Stiamo preparando un progetto mirato per restituire al Marchio Legnano la dignità che lo ha sempre contraddistinto”.

Il raduno, patrocinato dal Comune di Legnano, dalla Provincia di Milano e dalla Federazione Ciclistica Italiana, prenderà il via dallo storico Borgo Sant’Ambrogio per raggiungere, attraversando il cuore della cittadina, Piazza San Magno, Piazza del Monumento (di Alberto da Giussano, logo del Marchio Legnano), piazzale Bozzi, dedicato a Emilio Bozzi, fondatore della Legnano, per poi fare tappa al Museo Alfa Romeo F.lli Cozzi, per un simbolico incontro tra due e quattro ruote. Presso il Borgo Sant’Ambrogio sarà allestita una biblioteca, dedicata al mondo delle due ruote ed una mostra-mercato ricca di cimeli del ciclismo eroico. Non soltanto. Lo scrittore Filippo Timo presenterà il suo libro “Viva Coppi” illustrando i momenti più significativi del Campionissimo e di quando Fausto Coppi era gregario di Gino Bartali alla Legnano.

“La città di Legnano sarà quindi invasa da bici Legnano e, sull’onda della tradizione, al Marchio Legnano, negli ultimi tempi poco sostenuto nella sua dignità, sarà ridato a breve il giusto valore” – conclude Filippo Gnech.

L’occasione ha portato alla realizzazione di un Annullo Filatelico Postale Legnano, a disposizione durante il raduno. Saranno stampate inoltre otto cartoline commemorative numerate, una delle dedicata all’alfiere locale, Pasqualino Fornara, uno dei campioni della Legnano dall’anno 1949 al 1951. Allo storico raduno sarà presente Luca Fornara, figlio di Pasqualino e Vittorio Seghezzi, storico gregario di Bartali. Molto attesa la presenza del grande Fiorenzo Magni, Presidente del Museo del Ciclismo.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA

sabato 29 maggio a Legnano

esposizione di biciclette, maglie, borracce, foto e cartoline d’epoca.

Poste Italiane saranno presenti con lo speciale annullo filatelico “Primo Raduno Biciclette Legnano a Legnano” e con otto cartoline numerate con tiratura di 200 copie.

Dalle ore 10.00

Raduno uomo-macchina con bici e abbigliamento d’epoca presso lo storico Borgo Sant’Ambrogio.

Ritrovo presso “la Cicloofficina” di via Buozzi 22, 20025 Legnano.

A seguire

Operazioni di “punzonatura” prima del via con consegna a tutti i partecipanti di una sacca rifornimento (musette, contenente un “sanguis”, una cedrata ed un dolce), realizzata sulla stessa linea di un tempo.

Benedizione prima del via da parte di Monsignor Carlo Galli, della Basilica di San Magno.

Percorso

Da Borgo Sant’Ambrogio passando per la Piazza Monumento (statua di Alberto da Giussano, simbolo delle biciclette Legnano), Piazzale Emilio Bozzi (dedicata al fondatore della Legnano), Museo Alfa Romeo F.lli Cozzi per apertura Museo in occasione dei 100 anni Alfa Romeo e sessione omologazione RIAR, Registro Italiano Alfa Romeo. Rientro in Borgo Sant’Ambrogio. Percorso Km 10,91.

Ore 15

Filippo Timo presenta il libro “Viva Coppi”.

Ore 16

Gabriele Moroni presenta il libro “Fausto Coppi, solitudine di un campione”.

Ore 17

Conclusione del Raduno e saluti.

 

DAL 1902 AL 2008 LA STORIA DI LEGNANO

 

E’ il verde oliva di Legnano, sinonimo di vittoria. Non esiste marchio ciclistico che è in grado di vantare un così alto numero di successi in ambito sportivo, legati agli intramontabili Alfredo Binda, Learco Guerra, Gino Bartali, Fausto Coppi e Ercole Baldini. Tanto che si può parlare di un prezioso medagliere Legnano che vanta: 7 Campionati del Mondo su strada, 16 Giri d’Italia, 2 Tour de France, 10 Milano-Sanremo, 14 Giri di Lombardia e 15 Campionati d’Italia su strada, 2 primati mondiali dell’ora, 10 Giri del Piemonte, 11 Giri di Toscana, 5 Giri dell’Emilia, 8 Giri del Veneto, 5 giri di Campania, 7 Giri di Romagna, 7 Tre valli Varesine e 4 Giri del Lazio. Da leggenda.

E come in ogni leggenda esistono dei confini, quelli della Legnano risalgono al 1902, quando il nome Legnano entra nella quotidianità con la scritta “Lignon” sulle biciclette con telai in acciaio: dopo poco arriva la prima vittoria nella gara ciclistica la “Coppa Val di Taro”.

Così la fondazione della “Emilio Bozzi & C”, voluta dallo stesso, con sede a Milano in corso Genova, 9. Bozzi vuole realizzare una bici completa, sulla scia di ciò che avevano iniziato a realizzare gli inglesi: è Aurora il primo modello prodotto. Poco dopo, l’accoppiata Emilio Bozzi e Franco Tosi, industriale di Legnano che pensava al mercato della bici, si rivela vincente grazie all’acquisto di brevetti di una affermata ditta inglese, la Wolsit.

Poi, come in ogni cronistoria, c’è un punto di svolta. E’ il 1924, è l’Italia del fascio che vuole eroi e aziende solo italiane. Emilio Bozzi ha la sua grande intuizione ed al giovane imbianchino Alfredo Binda, che si era distinto in alcune corse ciclistiche, Bozzi offre un contratto a vita, per raggiungere una squadra già esistente: nasce il mito di Alfredo Binda. Anedotti e racconti arricchiscono sempre più il fascino del campione. Si dice, infatti, che al Giro d’Italia del 1930 gli organizzatori avrebbero invitato Binda, già vincitore, con Legnano, di quattro precedenti edizioni (1925, 1927, 1928, 1929, e successivamente 1933) ad astenersi dal partecipare alla competizione perché la sua palese superiorità sugli avversari avrebbe sminuito l’evento. Binda seguì il Giro da semplice tifoso!

Il passaggio, con questi presupposti, dalla fabbrica al nome unico Legnano è immediato e simboleggiato dal condottiero Alberto Da Giussano, che sconfisse Federico Barbarossa. Nasce, a tutti gli egli effetti, il marchio Legnano: la leggenda vuole che sia lo stesso Binda ad aver disegnato il primo bozzetto del marchio.

Sono gli anni Trenta, mentre la fabbrica produce biciclette eccellenti, il settore sportivo è guidato dal geniale Edoardo Pavesi “l’avuccatt”.
Con lui Legnano arriva alla vetta del ciclismo mondiale: vince 6 titoli mondiali, 15 Giri d’Italia e 2 Tour de France, oltre a numerose classiche.

Nel 1936 nella grande famiglia Legnano approda un giovane, Gino Bartali che, nello stesso anno vince il Giro d’Italia, e solo due anni più tardi, porta alla Legnano il suo primo grande successo al Tour de France. E’ di nuovo Legnano a firmare molti successi insieme a Bartali che, ormai ciclista di spessore, nel 1939 viene affiancato, grazie a Pavesi, da un ragazzo “pelle ed ossa” di nome Fausto Coppi.

Fu l’inizio di una grande rivalità sportiva che divise in due l’Italia. Un duello tra fuoriclasse che continuerà ancor più quando Coppi, nel 1947, inizierà ad indossare la maglia della Bianchi.

Prima di questo passaggio, il 7 novembre del 1942 sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale, al Velodromo Vigorelli di Milano, Legnano batte, con Fausto Coppi, il record dell’ora regalando ai suoi tifosi un’emozione unica.

Nel dopoguerra l’Italia ha bisogno di nuovi eroi. Legnano ritorna, ed è ancora tempo di campioni e grandi imprese. E’ del 1948 la vittoria del Tour de France di Gino Bartali su una Legnano, vittoria significativa perché il quell’anno l’Italia attraversa un momento critico a causa dell’attentato contro la vita di Palmiro Togliatti.

E come in una fiaba, arriva il grande sigillo: Ercole Baldini, trionfa poi all’Olimpiade di Melbourne su una Legnano specialissima e batte il record dell’ora di Coppi al Vigorelli (1956). Non solo. Nel suo anno magico (1958) vince, sempre su Legnano, il Giro d’Italia, il Campionato Italiano e il Campionato del Mondo.

Gli anni che seguono saranno anni complicati per la Legnano che non riesce a trovare campioni degni della sua tradizione. La società Emilio Bozzi affida nel 1986 il nome Legnano alla Bianchi, da sempre sua antagonista.
Nel 1988, l’ultima grande conquista Legnano con Maurizio Fondriest che si aggiudica il Campionato del Mondo.

Legnano ha, quindi, vissuto il suo destino. A volte fatto di glorie, a volte di momenti di controversia. Un marchio che è stato in prima linea ma anche ai margini. E forse, in tempi recenti, un brand bistrattato nella sua dignità, sempre meritata.
Oggi, la famiglia Bozzi, lo vuole restituire, di nuovo, a tutti. Nel pieno dei suoi valori di tradizione, forza e leggenda; posizionandolo con determinazione, attraverso l’innovazione tecnologica ed il Made in Italy, sul mercato.

I CAMPIONI DELLA LEGNANO

Bartolomeo Aymo

Alfredo Sivocci

Eberardo Pavesi

Alfredo Binda

Gaetano Belloni

Giovanni Brunero

Luigi Marchisio

Learco Guerra

Costante Girardengo

Gino Bartali

Fausto Coppi

Adolfo Leoni

Giorgio Albani

Pasqualino Fornara

Nino Defilippis

Giuseppe Minardi

Ercole Baldini

Arnaldo Pambianco

Graziano Battistini

Imerio Massignan

Franco Cribiori

Adriano Durante

Antonio Pesenti

Pietro Linari

Ernesto Azzini

Giuseppe Enrici

Pierino Favalli

Mario Ricci

Loretto Petrucci

Nello Fabbri

I tre fratelli Zanassi

Renzo Soldani

Pierino Bertolazzi

Sante Ranucci

Bruno Pasquini

Luciano Sambi

Virginio Salimbeni

Aldo Canazza

Gastone Nencini

Raffaele Di Paco

Marino Vigna

Carlo Chiappano

Giancarlo Ferretti

Raffaele Marcoli

Maurizio Fondriest

UNA LEGNANO AL COMANDO: SABATO 29 MAGGIO IL PRIMO RADUNO DEGLI APPASSIONATI LEGNANOultima modifica: 2010-05-23T02:51:00+00:00da velocipedista
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