Ettore Pasini, il più forte pistard del mondo era di Bertinoro

Ettore Pasini, nato a Bertinoro (FO) nel 1874

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Nel 1897 fu definito il più forte corridore su pista del mondo

Negli albori del ciclismo in Romagna ogni ricercatore trova subito un grande nome che ha fatto parlare di sé in tutta Europa: Ettore Pasini. Nato da una famiglia piccolo borghese, Pasini si diede con convinzione alla bicicletta, dopo aver terminato gli studi superiori in seminario e prima di dedicarsi all’ingegneria meccanica a Bologna. Nell’ultimo decennio del secolo scorso il ciclismo si consumava soprattutto su velodromi in terra battuta o “tondini” come sarebbe più giusto definirli, che sapevano radunare folle incredibili. Forlì era la città riferimento della Romagna e proprio lì, il giovane Ettore, aveva conosciuto Alfredo Matteucci e Ugo Bonarotti: il maestro che capì quanto fosse bravo. Così Pasini, dopo una stupenda vittoria nella Rimini – Bologna, decise di dedicarsi interamente alla pista, dove, in poco tempo, divenne un beniamino per il suo scatto veloce e potente e per l’estrema correttezza. Di struttura muscolare possente portò il suo celebre ciuffo ed i suoi baffi di tipico stile ottocentesco, a sfrecciare sulle piste di tutta Europa, impegnando e battendo a volte con irrisoria facilita i migliori pistard mondiali. Campione italiano juniores nel 1895, fu classificato secondo velocista nazionale di quell’anno dietro a Pontecchi. Esplose nel ’96, quando vinse il G.P. di Milano, il Derby Fiorentino, il G.P. di Firenze, il G.P. d’Alessandria, superando nettamente, oltre ai migliori italiani, anche i primissimi al mondo, a cominciare dall’iridato Bourillon. Ma la sua migliore stagione fu senza dubbio il 1897, quando mise in fila tutti i più forti velocisti mondiali nelle classiche più importanti e fu considerato il numero uno al mondo, pur non vincendo il titolo che andò al tedesco Arend. L’anno seguente, nonostante un certo calo, forse dovuto ai primi sintomi del male che lo portò ad una morte precoce, vinse ugualmente a Torino, Roma, Moulins, Modena ed Anversa. Inutile dire che le sue vittime, anche in quell’anno, furono di grande valore. Nel ‘99 esordì con una gran vittoria a San Remo, ma la malattia ebbe il sopravvento per un lungo periodo. Si ripresentò sul finale di stagione, giusto in tempo per vincere il G.P. di Parigi su Grogna, nel gran tempo di 11″8, una performance che se la dovessimo rapportare ai mezzi di oggi, sia per quanto riguarda il suolo delle piste che per le stesse bici, potrebbe comodamente valere un 10″3-10″4. Roba da grande campione, dunque! L’arrivo del nuovo secolo segnò, purtroppo, il quasi definitivo stop alla carriera del grande velocista bertinorese. II suo canto del cigno a Moulhouse, dove batté fra gli altri anche Jacquelin che poi, poche settimane dopo, si laureò campione mondiale. La grandezza di Ettore Pasini si vide compiutamente nel tandem, in coppia con l’amico lombardo Gian Fernando Tommaselli. I due vinsero 93 gare perdendone solo tre! Se ci fosse stato in quegli anni un campionato mondiale della specialità internazionalmente riconosciuto, i due, sarebbero stati iridati perlomeno un paio di volte. Lo furono ugualmente nella considerazione generale, ed a ben vedere, non è che un’etichetta, cambi molto la sostanza.

Ettore Pasini morì di nefrite il primo gennaio del 1909. Prima di spirare, volle che tutti i trofei e medaglie vinte sulle piste di mezza Europa, fossero devolute a comitati sportivi della Romagna, affinché le mettessero in palio in gare riservate ai giovanissimi. Alla memoria di un sì grande personaggio, per tanti anni fu organizzata a Bertinoro, da una società che portava il suo nome, una manifestazione riservata ad una categoria giovanile. Anche a Forlì, per lungo tempo, fu proposta un’analoga corsa.


“……Egli soleva generalmente assumere il comando ai 400 metri, partiva quindi progressivamente e sviluppava una tale andatura che nessuno sul rettilineo opposto all’arrivo poteva rimontarlo, mentre solo pochissimi, fra i migliori, era dato qualche volta precederlo di strettissima misura sul traguardo, dopo lotte palpitanti sul rettilineo finale. Nel 1897 che segnò il periodo della sua forma più splendente, Ettore Pasini ebbe un dominio pressoché incontrastato nel campo degli sprinter italiani…..”
(Umberto Dei)


206273569.jpg“Ero ragazzo e ricordo Pasini ancora come lo vidi la prima volta, sulla Montagnola di Bologna nel 1895, ricinto il poderoso corpo da una maglia nera e con due baffoni che incutevano il massimo rispetto. Mi impressionò per il suo scatto potente e per la sua volata tenace e resistente. Corridore leale, buono e cavalleresco come tutti gli abitanti della terra di Romagna, era benvoluto da tutti…..”
(Uberto Martinelli)

 

 

 

 

 

La finale dei Campionati italiani 1897.
Da sinistra: Pasini, Conelli, Ferrari, Tomaselli.

Ettore Pasini, il più forte pistard del mondo era di Bertinoroultima modifica: 2010-01-09T06:57:00+00:00da velocipedista
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Un pensiero su “Ettore Pasini, il più forte pistard del mondo era di Bertinoro

  1. Bon billet, grand merci à vous pour votre aide et notez en 1er lieu que je partage complètement votre point de vue ! Bref voilà, oui votre travail est sincèrement bon, le tout est très instructif… J’attends avec impatience la suite !

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