Gli aneddoti del Giro d’Italia

Milano-Sanremo.jpegGli aneddoti sono uno degli aspetti più gustosi e più “veri” dell’epoca eroica del ciclismo. Ecco una piccola rassegna di episodi riguardanti la corsa rosa….

GIRO D’ITALIA

1909
Il Giro d’Italia 1909 fu la prima edizione di questa competizione. Le notizie relative alla corsa si diffondono tramite dispacci telegrafici che l’organizzazione espone per informare gli interessati, ma i più fortunati possono informarsi direttamente con il telefono. Tutti i corridori furono fotografati alla partenza in modo che non ci fossero dubbi sulla loro identità all’arrivo. Il vincitore Luigi Ganna intervistato all’arrivo finale a Milano, dichiarò laconicamente: “me brüsa tanto el cü”.

1912
La 4a tappa Pescara-Roma venne annullata perché a seguito dello straripamento di un torrente tutti i corridori rifiutarono di proseguire. La tappa venne “sostituita” istituendo una 9a tappa aggiuntiva tra Milano e Bergamo.

1914
È ricordato come il Giro più duro dell’epoca eroica del ciclismo. Oltre a 5 tappe su 8 oltre i 400 Km (e la lunghezza media di tappa più alta di sempre), nel 1914 ci furono: la tappa più lunga mai corsa al Giro: la Lucca-Roma, vinta da Costante Girardengo; la velocità media più bassa: 23.374 Km/h; il distacco più alto sul secondo; il maggior tempo di percorrenza di una tappa: 19h 20′ 47″ nella Bari-L’Aquila; il minor numero di corridori al traguardo finale: 8 su 81 partiti. Proprio la 6a tappa Bari-L’Aquila è ricordata come una delle più dure di sempre, con moltissimi corridori costretti al ritiro, tra cui il primo in classifica Giuseppe Azzini che, mai giunto al traguardo, fu trovato il giorno dopo febbricitante in una casa di campagna presso Popoli.

1921
Durante la 5a tappa, sul piano delle 5 miglia, Girardengo fu vittima di una leggendaria cotta: mise piede a terra per la fatica, tracciò una croce nello sterrato della strada e, prima di ritirarsi disse: “Girardengo si ferma qui”.

1922
Durante la 1a tappa, Brunero, che arrivò primo al traguardo, fu squalificato e penalizzato di 25 minuti per aver cambiato una ruota.

1924
Questa edizione non vide alcun campione alla partenza, a causa di uno sciopero delle “Case”. Allora l’organizzazione della Gazzetta dello Sport aprì le porte ai corridori isolati che, in quanto privi di appoggio, dovettero essere mantenuti dall’organizzazione. Nel 1924 fu presente anche una figura femminile a gareggiare contro i maschi: Alfonsina Strada, che prese il via con il numero 72. In seguito a incidenti e cadute, finì fuori tempo massimo, ma fu autorizzata a proseguire senza numero e tra gli applausi raggiunse comunque Milano.

1927
Nel 1927 Binda è all’apice della sua carriera e vince il Giro aggiudicandosi ben 12 tappe su 15: un record mai più superato. Nella squadra di Binda corre come gregario anche il fratello Albino. Per l’ultima volta si iscrive al Giro Giovanni Rossignoli, vincitore “virtuale” della prima edizione nel 1909. Ha 45 anni e conclude al 44° posto a circa 7h da Binda.

1928
L’ottava tappa venne vinta da Albino Binda, fratello e gregario del campione di Cittiglio. Lo stesso Alfredo Binda in seguito ammise di aver suggerito al fratello di andare in fuga nel momento in cui lui si fosse fermato per girare la ruota (operazione comune prima dell’introduzione del cambio). Albino seguì il consiglio e riuscì a dileguarsi mentre tutti gli altri corridori si fermarono per controllare Alfredo (che peraltro giunse secondo).

1929
Per la quarta volta (terza consecutiva) Binda vince il Giro, oltre a ben 8 tappe.

1930
Dopo la 4a vittoria (3a consecutiva) di Binda al Giro nel 1929, gli organizzatori della corsa, per evitare il calo d’interesse da parte degli sportivi, lo invitano a non partecipare e per convincerlo gli pagano comunque un premio di 22.500 lire, superiore a quello previsto per il vincitore. Per certi versi questo episodio è la vittoria più clamorosa di Binda, e senza dubbio lo ha consegnato alla leggenda del ciclismo.

1933
Per la prima volta al Giro d’Italia viene disputata una tappa a cronometro: la Bologna-Ferrara di 62 Km, che viene anch’essa vinta da Binda.

Gli aneddoti del Giro d’Italiaultima modifica: 2009-12-15T08:16:00+00:00da velocipedista
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