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La prima gara internazionale di velocità si svolse 1868 nel Parco St. Claud vinta dall'inglese James Moore che compì 1200 metri in 3'50" alla media di 18.700 Km/h. La prima autentica gara Internazionale su strada fu la Parigi- Rouen che si svolse nel 1869 e vide iscritti 203 atleti far cui anche sei donne. Vince di nuovo James Moore percorrendo i 123 km in 10 ore e 40 '. La prima gara Internazionale che si svolse in Italia fu la "Firenze- Pistoia" che fu vinta da un americano (Heste Rymner) che impiegò 2 ore e 12' per compiere 33 km. Nel 1876 nasce la decana delle classiche la "Milano Torino", la più antica delle classiche che tutt'oggi si disputano. Otto furono i partenti e 4 gli arrivati che pedalarono 150 km sotto la pioggia. Oltre 10.000 persone attendevano l'arrivo dei ciclisti. Tra gli anni che vanno dal 1881 al 1890 nascono le Federazioni Sportive e di conseguenza le prime e vere competizioni. Nel 1896 nasce la più spietata e prestigiosa gara in linea ovvero la "Parigi Roubaix" detta l'Inferno del Nord". Nel 1903 nasce il "Tour De France" la prima corsa a tappe che spalanca nuovi orizzonti davanti alla bicicletta. Il Tour De France, gigantesco e malvagio, dà al ciclismo anima e ideali. Nessuna altra corsa supera in crudeltà, in grandezza, in fascino, in coerenza la corsa francese. Uomini sbriciolati dalla fatica della montagna e prosciugati dal caldo delle pianure: ieri come oggi. Con il Tour de France il ciclismo imbocca la strada dell'epopea e del successo. All'inizio è corso da magri eroi, uomini piccoli,senza sorriso, ma comunque capaci di grandi imprese. Al primo Tour de France del 1903 partecipano 60 corridori ed è vinto da Maurice Garin. Vi partecipa anche un Italiano che giunge al traguardo al 4° posto. E' Ottavio Bottecchia. Il Tour dal 1903 si corre con regolarità ogni anno fatta eccezione per gli anni a cavallo delle due guerre. Solo sei Italiani lo hanno vinto: Ottavio Bottecchia, Gino Bartali, Fausto Coppi, Gastone Nencini, Felice Gimondi , Marco Pantani. In Italia intanto si continuano ad organizzare corse di un giorno: nel 1905 nasce il Giro di Lombardia, nel 1907 la Milano San Remo, mentre il primo Giro D'Italia arriva nel 1909. Il ciclismo allarga ancora di più la sua popolarità. Il Giro si presenta subito più abbordabile e più umano del Tour, nonostante certe iniziali pagine da tregenda, e diventa un enorme fatto popolare, tanto che in alcuni anni e in alcuni momenti è stato il più straordinario fenomeno sportivo e di costume. Il Giro d'Italia non è stato, per un lungo periodo, soltanto una corsa ciclistica importante: è stato festa, dramma, lite, felicità, sport, passione. È stato un grande film improvvisato e vissuto giorno dopo giorno. Il passaggio del Giro ha rappresentato e rappresenta tutt'oggi per città e paesi un attimo di straordinaria emozione. Riconoscere nel frusciare del gruppo, un volto o una maglia, ha rappresentato per molti preziosa conquista. L'altra grande corsa a tappe nasce invece molto più tardi ,nel 1935 ed è la "Vuelta de Espana". Prima di essa nascono numerose altre competizioni , e tanti altri appuntamenti prestigiosi. La stagione ,nelle grande linee e negli appuntamenti importanti si presentava molto simile a quella attuale. Perché lo diventasse del tutto c'era da aspettare soltanto l'introduzione dei campionati del mondo (1927). Per il resto le grandi corse c'erano già tutte con gli stessi nomi che portano ancora adesso e che si disputano quasi negli stessi periodi. Nessun altro sport può presentare analogie fra passato e presente come il ciclismo. Nessun altro sport può far coincidere ad esempio il 1903 con l'attualità e il moderno. Nell'epopea a due ruote si sono creati i miti e l'identificazione del mito. Ma la differenza del mito ciclista rispetto a quello di altri sport, sta nella semplicità dell'uomo e nella consapevolezza della fatica che lo stesso deve fare per arrivare al traguardo. Il mito ciclista diventa una persona tanto familiare che è conosciuto e chiamato per il soprannome che porta, piuttosto che per il cognome. Il ciclismo ha segnato la storia dei nostri bisnonni, dei nostri nonni,dei nostri padri, ma anche oggi, nell'era della tecnologia e del virtuale, questo sport resiste perché insegna la correttezza, la lealtà sportiva, il rispetto degli avversari e forma il carattere perché insegna a soffrire ed a non mollare mai. Fin da piccoli riceviamo in regalo dopo la palla, il triciclo e poi la bici. 09:53 Scritto da : velocipedista in Storia della bicicletta | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook 01/09/2009 Henri Pélissier - campione geniale e dannato Il genio e la follia sono territori confinanti in quasi tutte le espressioni artistiche del nostro mondo; non fa eccezione lo sport (è un arte a tutti gli effetti) con protagonisti talvolta tanto capaci, quanto strambi o almeno eccentrici. Ovviamente ogni singola storia ha una dinamica e uno sviluppo diversi: il caso del formidabile ciclista francese Henri Pélissier è davvero particolare e va gustato dall’inizio per poter meglio sottolinearne vizi e virtù. Il viaggio della sua vita ha inizio il 22 gennaio del 1889 a Parigi, città da sempre affascinante e piena di attrattive. Henri e i suoi fratelli piccoli, Francis e Charles, nutrono con gioia e temperamento la loro passione giovanile per la bicicletta e diventano presto tutti e tre ciclisti professionisti. Ma bastano le prime vere gare per capire immediatamente che è proprio Henri il più grande, e non solo dal punto di vista anagrafico. Dunque, il migliore della famiglia col destino che lo porta presto ad allargare il cerchio: in poco tempo fra i migliori in Francia, poi in Europa e nel resto del mondo. Soprannominato La Corda, Pélissier diventa un esponente di rilievo assoluto nel panorama ciclistico dei primi anni del Novecento, quello epico con campioni e protagonisti capaci di memorabili e mitiche imprese. Il suo incedere è deciso e potente, senza disdegnare quella leggiadra eleganza tipica dei corridori transalpini. Il suo successo più significativo in carriera è intriso di quel sapore leggendario e quasi fiabesco che nel ciclismo moderno non sembra esserci più. Parliamo del Tour de France del 1923 in cui succede davvero di tutto: tappe lunghe e durissime da affrontare, orribili cadute (storica quella di Jean Alavoine, che domina sui Pirenei issandosi fra i favoriti ma è costretto ad abbandonare causa quelle ferite spaventose) e la stoffa dell’azzurro Ottavio Bottecchia che si classifica al secondo posto nella classifica generale. Non ce n’è per nessuno: a trionfare a Parigi è Henri Pélissier, capace di imporsi in tre tappe e di adattarsi al meglio in percorsi diversi e impegnativi. La Francia sportiva lo acclama e lo adora, lui che è stato capace di riportare i transalpini alla conquista del Tour dopo anni di vacche magre (l’ultimo timbro nel 1911 con Gustave Garrigou). Del resto, Henri si è già imposto in innumerevoli altre gare distinguendosi in particolar modo nel Giro di Lombardia, vinto tre volte (1911-1913-1920), e nella più logorante di tutte le classiche, la Parigi-Roubaix. Pélissier ne esce vittorioso due volte (1919-1921), complice quella sua pedalata potente ed elegante, mai frustrata né limitata dai cubi di porfido o dagli infami ciottoli del pavé. Un valido e autentico campione che, guadagnati con merito i galloni dell’eroe, prende in spalla con personalità e carattere anche tutto quello che nel ciclismo funziona male. E lo fa puntando l’indice sugli organizzatori del Tour, accusati di costringere i corridori a prestazioni su percorsi sempre più duri e disumani. Già nell’edizione vincente del 1923, e dimostrando un’invidiabile lealtà sportiva (in quel caso proprio l’incidente di Alavoine ha favorito la sua vittoria), Henri ha fatto presente della troppa pericolosità di alcune tappe, ma niente… Il patròn Henri Desgrange (per intenderci, un tipo simpatico come un coccodrillo che non mangia da dieci giorni) non sente ragioni e, cavalcando l’onda dello spettacolo a tutti i costi, organizza il Tour del 1924 con rischi e azzardi sempre maggiori e con frazioni interminabili. Il carattere forte di Pélissier, che non ritiene giusti anche altri aspetti ambigui del regolamento, parla apertamente di schiavitù e a sorpresa abbandona la corsa a tappe inscenando una protesta tanto plateale quanto sorprendente, con conseguente ritiro dalla competizione. Quella corsa - per la cronaca - la vincerà Ottavio Bottecchia, primo italiano ad aggiudicarsi la Grande Boucle. Un personaggio davvero stravagante, Henri Pélissier, soprattutto se rapportato all’epoca in cui ha vissuto. Fin dalla primissima vittoria in carriera, la Parigi-Le Havre del 1910, si è sempre notata in lui una sorta di rabbia muta che accompagna le sue imprese. Il ciclismo per lui non solo è sport e passione, ma la personificazione del suo animo talvolta ribelle e tormentato. Già negli anni più belli e vincenti si vociferano voci poco chiare sulla sua vita privata, piena di vere o presunte risse, dissapori con la moglie e depressione. Ma finché c’è la bicicletta a sorreggerlo, la sua mente e il suo corpo si purificano e ritrova quell’identità del ragazzo talentuoso che ogni tanto smarrisce. Per Henri pedalare è come rifugiarsi in un bagno caldo e poter esclamare: “Adesso so chi sono e cosa voglio essere”. In circa venti anni di carriera Henri Pélissier ha espresso con costanza e partecipazione il suo amore per le corse, raccogliendo nel suo invidiabile cammino anche la prestigiosa vittoria nella Milano-Sanremo del 1912. Troviamo inoltre il suo nome nell’albo d’oro di altre importanti manifestazioni quali la Milano-Torino, la Corsa delle Tre Capitali (Torino-Firenze-Roma), la Trouville-Parigi, il campionato nazionale francese in linea, la Parigi-Metz e svariate altre classiche europee. Tutto tranquillo, ma quando deve appendere la bicicletta al fatidico chiodo scatta impercettibilmente qualcosa. Sembra pensarci e ripensarci più volte, come se sentisse che l’accantonamento dallo sport possa essere il preludio a qualcosa di triste. Uno dei suoi ultimi acuti ufficiali è la seconda tappa del Giro dei Paesi Baschi nel 1924, lo stesso anno dell’ammutinamento al Tour. Ma bastano pochi mesi e si capisce che il crepuscolo della sua carriera è alle porte e lui accetta il destino in modo svogliato, apatico, pesante. Il punto di non ritorno per Henri Pélissier è il 1933, quando la moglie Léonie si suicida con un colpo di pistola alla tempia; ecco come in un attimo la vita e il mondo dell’amato ciclista entra in un vortice di tormenti e da cronaca sportiva si passa alla cronaca nera. Lo troviamo spesso nel banco degli imputati, sempre più incline a finire nei guai e a collezionare pasticci. La già chiacchieratissima storia con l’amante Camille Tharault va in crisi ben presto e i due passano da un furibondo litigio all’altro quasi senza rendersene conto. Durante uno di questi, il primo maggio del 1935, Henri Pélissier viene ucciso dalla sua compagna. Il particolare più agghiacciante è proprio l’arma del delitto: si tratta della stessa pistola usata due anni prima dalla moglie Léonie per togliersi la vita. In Francia la notizia porta una scia di fragore e di incredulità che durerà per molti mesi; ovviamente la morte così violenta di un famoso campione dello sport è subito oggetto di mille strumentalizzazioni. La triste fine di Henri Pélissier è forse coincisa anche prima di quel colpo di pistola, almeno dal punto di vista mentale. Chi lo ha conosciuto da vicino, infatti, conferma come nell’ultimo periodo di vita il francese fosse sempre triste, abulico. E come un uomo solitario e dimenticato da tutti, lo si vedeva passeggiare per le strade per ore senza uno scopo, senza una meta precisa. Come volesse cercare, senza trovarlo mai, il traguardo di una corsa e arrivare primo come ai bei tempi. Articolo di Lucio Iaccarino tratto da www.storiedisport.it 05:46 Scritto da : velocipedista in Ciclisti eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook 29/08/2009 Domenica 6 settembre si corre il Giro di Romagna Si correrà domenica 6 settembre l'84° edizione del Giro di Romagna per professionisti. Si tratta di una delle classiche di ciclismo su strada, che si corre ogni anno nel mese di settembre. Organizzata dalla società ciclistica "Francesco Baracca", la gara ha partenza e arrivo a Lugo di Romagna (RA). Negli annali del Giro di Romagna è Fausto Coppi il ciclista da battere: il Campionissimo infatti è ancora colui che ha il record di vittorie con tre podi conquistati nel 1946, 1947 e 1949. Tra i vincitori passati si annoverano anche Costante Girardengo (1922), Learco Guerra (1935) e Diego Ronchini (1962). 17:15 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook L'AVER alla cronoscalata Fontanelice - Castel del Rio Anche l'Aver era presente con due suoi rappresentanti alla cronoscalata a coppie Fontanelice - Castel del Rio svoltasi mercoledì 26 agosto. Alla manifestazione, in puro stile goliardico si sono presentati Edore Campagnoli e Giorgio Conti, con due biciclette (Bianchi Parigi - Roubaix e Legnano Roma) messe a disposizione dal nostro socio Pippo Magrini, rigorosamente con cambio a stecca. Nonostante qualche noia meccanica dovuta alla tarataura del cambio e alla impossibilità di utilizzare normalmente il complicato marchingegno inventato da Tullio Campagnolo, i nostri non hanno sfigurato, piazzandosi 31esimi in classifica generale, con il tempo finale di 15 minuti e 10 secondi. Un primo accenno di quanto i ciclisti dell'Aver sapranno esprimere alla prossima edizione dell'Eroica, alla quale parteciperemo in massa. Nella foto, da sinistra a destra, Edore Campagnoli e Giorgio Conti prima della partenza. 16:55 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: aver, fontanelice, cronoscalata | OKNOtizie | Facebook 24/08/2009 In bici ricordando Wladimiro Panizza CLUB CICLISTI EX PROFESSIONISTI AMICI DELLO SPORT COMUNE DI CASSANO MAGNAGO PRO LOCO e COMUNE DI VALGANNA ORGANIZZANO DOMENICA 6 SETTEMBRE 2009 La 7^ edizione IN BICI RICORDANDO MIRO raduno cicloturistico di Km 70 in compagnia di ex professionisti RITROVO: ore 7,00 CASSANO MAGNAGO c/o Villa Oliva PARTENZA: ore 8,30 CASSANO MAGNAGO c/o Villa Oliva PERCORSO: CASSANO.,S.STEFANO,CAVARIA,ALBIZZATE,CASTRONNO,GAZZADA, VARESE, INDUNO O.,GANNA,BOAREZZO (ristoro), indi ritorno a CASSANO M. PREMI: alle prime 3 società o gruppi più numerosi, al più giovane e al più anziano A TUTTI GLI ISCRITTI OGGETTO RICORDO FRA TUTTI GLI ISCRITTI SARA’ SORTEGGIATA UNA BICICLETTA COLNAGO Oltre ad altri numerosi premi Il ricavato della manifestazione sarà devoluto alla Comunità alloggio per minori “CASA di MIRO” La partecipazione è libera a tutti Quota di partecipazione € 10 da versare all’atto dell’iscrizione prima della partenza 08:59 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook 31/07/2009 Domenica 23 agosto a Barga (Lucca) la 2° pedalata storica attraverso la valle del Serchio Domenica 23 agosto p.v. a Barga (Lucca) si svolgerà la 2° pedalata storica attraverso la valle del Serchio (Garfagnana). La zona è immersa nel verde, compresa tra gli Appennini e le Alpi Apuane, e offre un sicuro sollievo a chi proviene dalle roventi pianure italiche. I percorsi sono ondulati e le strade completamente asfaltate. I punti di ristoro sono previsti nei borghi medievali più significativi. La manifestazione, non competitiva, è aperta a tutti ma prevede premi e riconoscimenti per coloro che meglio avranno interpretato lo spirito rievocativo del ciclismo eroico. Per maggiori informazioni www.lastorica.com. L’esclusivo hotel Villa Moorings di Barga offre ai partecipanti il soggiorno in camera doppia al prezzo pari agli anni della bici impiegata. Es. bici anni ’30 soggiorno a 30 € a testa !!!!!! tel. 0583 711538 08:55 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook 25/06/2009 Presentato il libro di Iriano Campagnoli, il massaggiatore dei campioni Iriano Campagnoli è stato il massaggiatore ufficiale della squadra Salvarani in quel decennio in cui la squadra è stata un mito nello sport ciclistico. Masseur personale di Adorni e Gimondi, ha collezionato nella sua carriera ben 12 Giri d’Italia, 11 Tour de France, 8 Campionati del mondo, 8 Vuelta de Espagna, 8 Tour della Svizzera, 5 Giri del Belgio, 6 Giri di Sardegna, oltre alle classiche Milano-San Remo, Paris-Roubaix, Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi, Giro di Lombardia. Figura fondamentale e punto ri riferimento della squadra ha raccolto le confidenze dei campioni, ha organizzato la logistica ed assieme al DT le strategie tecniche delle competizioni. Racconta oggi, sotto forma d’intervista, i meravigliosi anni del ciclismo italiano con quella passione che lo ha sempre caratterizzato. Iriano Campagnoli Storie e ricordi su due ruote I ricordi di un protagonista del ciclismo degli anni ‘60 e ‘70 in una chiacchierata con Gabriele Angelini Pagine: 88 Illustrazioni: colori e b/n Formato: 170 x 240 x10 Confezione: brossura ISBN: 978-88-87930-44-3 Prezzo: Euro 16,00 Angelini Photo Editore Via Orsini, 11 40026 Imola (BO) Tel. / Fax 0542.28711 10:26 Scritto da : velocipedista in Racconti di ciclismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: iriano campagnoli, ciclismo, gimondi, adorni, salvarani | OKNOtizie | Facebook 15/06/2009 L'AVER alla Settimana Tricolore di Imola Mostre, convegni ed una serie di presntazioni di libri sulla storia del ciclismo: l'AVER ti aspetta ad Imola dal 20 al 28 giugno per la Settimana Tricolore. Nel Paddock dell'Autodromo di Imola sarà allestita una grande mostra di biciclette d'epoca con 30 tra le biciclette più significative della storia del ciclismo italiano. Tra i libri presentati nello spazio espositivo anche quello di Beppe Conti "100 storie del Giro”. Questo il programma degli eventi legati alla Settimana Tricolore: Sabato 20 giugno 2009 9.00 Inizio gare e apertura del villaggio tricolore 19.00 Cerimonia di inaugurazione Inaugurazione della mostra d’Arte, aperta tutti giorni dalle 10 alle 24 opere di TONINO DAL RE, TONINO GOTTARELLI, MAURO ANDREA 22.00 Spettacolo di fuochi e drammaturgia: Il Geniale Leonardo Laboratori e convegni Domenica 21 giugno 2009 9.00 PEDALATA TRICOLORE aperta a tutti : ritrovo Piazza Matteotti e arrivo in Autodromo 10.00 OPEN DAY DELL’AUTODROMO : animazione, giri liberi in pista, visite guidate 19.00 Presentazione del libro: “Storie e racconti su due ruote” di Iriano Campagnoli 21.00 “ LA MUSICA DEL COSMO” CONCERTO accompagnato da immagini e voci narranti diretto dal maestro Fabio Marco Brunelli, con il primo violino del Teatro Massimo Laboratori e convegni Martedì 23 giugno 2009 9.30 Inizio Gare 10.15 Campionato Italiano a cronometro Disabili 19.00 Presentazione del libro “Campioni del ciclismo di Romagna, Foto e ricordi di famiglia dei corridori che hanno fatto la storia delle due ruote”di Ivan Neri 22.00 BELLA UGO... PEDALA DA NOI! – GRANDE FESTA DISCO Laboratori e convegni Mercoledì 24 giugno 2009 13.30 Inizio gare 20.00 La Settimana Tricolore fa tappa nel Centro Storico di Imola 22.00 Serata musicale con i Bonus Malus nel villaggio Tricolore Laboratori e convegni Giovedì 25 giugno 2009 9.00 Inizio gare 19.00 Partita di calcio NAZIONALE CICLISTI VS ALL STAR (offerta libera) 21.00 Cena di gala aperta a tutti con i campioni dello sport (costo 35€, su prenotazione : Aghape 0542 010967 fiorenza.guarino@aghape.it ) 22.00 Concerto dei Joe Di Brutto Laboratori e convegni Il ricavato della Cena di Gala e della partita sarà devoluto all’Abruzzo Venerdì 26 giugno 2009 11.00 Inizio Gare 18.00 Presentazione libro “ La bicicletta sul muro – Luciano Pezzi e altre storie tra Dozza e Toscanella” di Paolo Bernardi , Massimo Marani e Paolo Zanelli 21.00 Monologo teatrale “ Per abbreviare la mia sofferenza. Ovvero dell’eroe perduto Marco Pantani” scritto da Alessandro Pozzetti, Domenico Ferrari e Marina Morellato Laboratori e convegni Sabato 27 giugno 2009 Ore 11 Inizio gare Ore 18 Presentazione del libro “100 storie del Giro” di Beppe Conti Ore 21 Grande Spettacolo di chiusura con Paolo Belli e la sua Big Band Laboratori e convegni Domenica 28 giugno 2009 Ore 10 Gara Categoria Professionisti La corsa parte dall'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari e, attraversando il centro storico di Imola raggiunge lungo la Via Emilia il km 0 posto all'uscita della città in direzione Bologna. Dopo alcuni km si raggiunge Dozza, antico borgo medievale posto in cima ad una leggera salita, e si attraversa il centro storico in ciottolato. Si attraversa la via Emilia e si percorrono una ventina di chilometri in pianura per ritornare alla via Emilia in località Castel San Pietro. Dopo 7 km la strada comincia a salire dolcemente fino a San Martino in Pedriolo dove iniziano i 9 km di salita fino al Passo Bordona. Una tortuosa discesa di 6 km porta a Castel Del Rio dove si immette nella provinciale Montanara che si percorre per circa 25 km in leggera discesa fino alle porte di Imola. Dal ponte sul fiume Santerno si entra nell'Autodromo del Cavallino Rampante dove ha inizio il circuito mondiale di 15,3 km con strade ampie e pressoché prive di curve che comprende la salita dei Tre Monti che culmina sul Monte Frassineto che domina la Città di Imola. Dopo una scorrevole discesa di 6,5 km si rientra nell'Autodromo dove è posto l'arrivo dopo un chilometro pianeggiante su una sede stradale larga 10 metri. Il circuito si ripete 11 volte per un totale di 257,3 Km. Laboratori e convegni 17:32 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: settimana tricolore, imola, mostre | OKNOtizie | Facebook 08/06/2009 Domenica prossima tutti a "La Polverosa" Si svolgerà domenica prossima 14 giugno a Monticelli Terme, in provincia di Parma, la prossima edizione de "La Polverosa", cicloraduno e pedalata non competitiva per bici d'epoca. Due i percorsi che attraverseranno il verde della campagna e della collina parmense, passando per luoghi storici ed a contatto della natura; uno di 35 e l'altro di 60 km, entrambi con tratti di strade bianche. La manifestazione è per coloro che vogliono rivivere lo spirito del ciclismo eroico possibilmente con divise e biciclette d'epoca (cambio al telaio e gabbiette fermapiedi). Lungo il percorso sono previsti ristori e degustazioni di prodotti tipici parmensi. Quest'anno in concomitanza de "La Polverosa" si terrà anche una esposizione ed un interessantissimo mercatino/mostra-scambio dedicato al ciclismo d'epoca. All'iniziativa hanno già aderito circa 50 espositori e l'organizzazione invita chi volesse esporre a prendere contatti telefonici per prenotare uno o più spazi gratuiti. Gli espositori interessati possono contattare Gianluca Ghiretti al 348.2485958, anche per informazioni a riguardo del raduno cicloturistico o su www.lapolverosa.it. 04:18 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: la polverosa, parma, cicloturistica d'epoca | OKNOtizie | Facebook 05/06/2009 La Sanremo d'Epoca - domenica prossima la prima edizione Si correrà domenica 7 giugno 2009 la prima edizione de "La Sanremo d'Epoca", raduno cicloturistico organizzata a Sanremo (IM) dall'UC Sanremo. La partenza per il percorso di 82 km e 690 metri di dislivello sarà data alle ore 10,00 da Piazza Colombo a Sanremo. Il tragitto toccherà alcuni dei capi più belli ed eroici della Milano - Sanremo e si invertirà al punto di ristoro di Capo Cervo, dove si potranno gustare prodotti tipici sanremaschi come la sardenaira tipica pizza , focaccia alla ligure ed altro. Previsto un premio per tutti i concorrenti che concluderanno il percorso, alle società con almeno 5 partecipanti, al concorrente più giovane, al concorrente più anziano, al più distante, al più originale, alla replica più fedele abbigliamento bicicletta, alla bicicletta più vecchia ed altri da definire. "L'idea di creare una Sanremo per biciclette d'epoca - dicono gli organizzatori - è nata con la realizzazione della nuovissima pista ciclabile sul mare che con diritto oramai può considerarsi una delle piste più belle del mondo, inoltre crediamo che ogni ciclista almeno una volta nella vita abbia provato ad immaginare cos'era la fatica vera che facevano i ciclisti del tempo passato con le loro biciclette pesanti prive di rapporti difficili da guidare sui mitici CAPI della MILANO-SANREMO. La bellezza di CAPO CERVO con gli scorci panoramici dell'antico borgo, uno dei più belli d'Italia, la baia del golfo Dianese con il profumo inebriante degli aranci in fiore tutto l'anno grazie al clima mite, l'aspra durezza del CAPO BERTA con i suoi ripidi tornati a picco sul mare e per ultimo come regalo più bello i profumi di mimosa, garofani, rose in fiore che solo il POGGIO di Sanremo può regalare salita unica spettacolare famosa in tutto il mondo dove ogni campione di ogni epoca ha sognato e sogna tuttora di involarsi vittorioso sul traguardo di via Roma. Sarà anche un'occasione per godere del calore della città di Sanremo con il passaggio davanti al mitico Teatro Ariston sede del festival della canzone italiana e davanti al Casinò, per concludere la giornata di festa sarà allestita una mostra di biciclette d'epoca e un mercatino di mostra scambio dedicato. Inoltre sul percorso a fare da corollario ai ciclisti vi saranno come staffetta maccchine e moto d'epoca. Per la partecipazione occorre essere in possesso di regolare licenza all'attività agonistica o cicloturistica e possedere una bicicletta con leve cambio al telaio e fili freni esterni. Questi i contatti e le modalità per le iscrizioni: FAX ISCRIZIONI O184-505780 - CELL 349-1302915 FAX 0184-530853 SITO INTERNET: www.uc.sanremo.it INDIRIZZO MAIL: uc.sanremo@email.it RITIRO NUMERO E GADGET. SABATO 6 GIUGNO dalle 14.00 alle 18.00 DOMENICA dalle 08.00 alle 09.30 SERVIZI Pasta Party, docce QUOTA D'ISCRIZIONE euro 20,00 MODALITA' D'ISCRIZIONE ON LINE tramite il sito internet oppure direttamente sul luogo della manifestazione o via fax 02:07 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: sanremo d'epoca, eroica, biciclette d'epoca | OKNOtizie | Facebook 1 2 3 4 5 6 7 8 Prossimo
La prima competizione sportiva risale al 1816 e fu organizzata per guidatori di Draisienne, mentre la prima gara registrata si svolse in Francia sulla distanza di 38 Km nel 1828. L'anno successivo in Germania (Monaco), si svolse la prima gara con premio in denaro su un percorso appositamente studiato per la draisienne. Ventisei furono i partecipanti.
La prima gara internazionale di velocità si svolse 1868 nel Parco St. Claud vinta dall'inglese James Moore che compì 1200 metri in 3'50" alla media di 18.700 Km/h. La prima autentica gara Internazionale su strada fu la Parigi- Rouen che si svolse nel 1869 e vide iscritti 203 atleti far cui anche sei donne. Vince di nuovo James Moore percorrendo i 123 km in 10 ore e 40 '.
La prima gara Internazionale che si svolse in Italia fu la "Firenze- Pistoia" che fu vinta da un americano (Heste Rymner) che impiegò 2 ore e 12' per compiere 33 km. Nel 1876 nasce la decana delle classiche la "Milano Torino", la più antica delle classiche che tutt'oggi si disputano. Otto furono i partenti e 4 gli arrivati che pedalarono 150 km sotto la pioggia. Oltre 10.000 persone attendevano l'arrivo dei ciclisti.
Tra gli anni che vanno dal 1881 al 1890 nascono le Federazioni Sportive e di conseguenza le prime e vere competizioni. Nel 1896 nasce la più spietata e prestigiosa gara in linea ovvero la "Parigi Roubaix" detta l'Inferno del Nord". Nel 1903 nasce il "Tour De France" la prima corsa a tappe che spalanca nuovi orizzonti davanti alla bicicletta.
Il Tour De France, gigantesco e malvagio, dà al ciclismo anima e ideali. Nessuna altra corsa supera in crudeltà, in grandezza, in fascino, in coerenza la corsa francese. Uomini sbriciolati dalla fatica della montagna e prosciugati dal caldo delle pianure: ieri come oggi. Con il Tour de France il ciclismo imbocca la strada dell'epopea e del successo. All'inizio è corso da magri eroi, uomini piccoli,senza sorriso, ma comunque capaci di grandi imprese.
Al primo Tour de France del 1903 partecipano 60 corridori ed è vinto da Maurice Garin. Vi partecipa anche un Italiano che giunge al traguardo al 4° posto. E' Ottavio Bottecchia. Il Tour dal 1903 si corre con regolarità ogni anno fatta eccezione per gli anni a cavallo delle due guerre.
Solo sei Italiani lo hanno vinto: Ottavio Bottecchia, Gino Bartali, Fausto Coppi, Gastone Nencini, Felice Gimondi , Marco Pantani.
In Italia intanto si continuano ad organizzare corse di un giorno: nel 1905 nasce il Giro di Lombardia, nel 1907 la Milano San Remo, mentre il primo Giro D'Italia arriva nel 1909.
Il ciclismo allarga ancora di più la sua popolarità. Il Giro si presenta subito più abbordabile e più umano del Tour, nonostante certe iniziali pagine da tregenda, e diventa un enorme fatto popolare, tanto che in alcuni anni e in alcuni momenti è stato il più straordinario fenomeno sportivo e di costume. Il Giro d'Italia non è stato, per un lungo periodo, soltanto una corsa ciclistica importante: è stato festa, dramma, lite, felicità, sport, passione. È stato un grande film improvvisato e vissuto giorno dopo giorno. Il passaggio del Giro ha rappresentato e rappresenta tutt'oggi per città e paesi un attimo di straordinaria emozione. Riconoscere nel frusciare del gruppo, un volto o una maglia, ha rappresentato per molti preziosa conquista.
L'altra grande corsa a tappe nasce invece molto più tardi ,nel 1935 ed è la "Vuelta de Espana". Prima di essa nascono numerose altre competizioni , e tanti altri appuntamenti prestigiosi. La stagione ,nelle grande linee e negli appuntamenti importanti si presentava molto simile a quella attuale. Perché lo diventasse del tutto c'era da aspettare soltanto l'introduzione dei campionati del mondo (1927). Per il resto le grandi corse c'erano già tutte con gli stessi nomi che portano ancora adesso e che si disputano quasi negli stessi periodi. Nessun altro sport può presentare analogie fra passato e presente come il ciclismo. Nessun altro sport può far coincidere ad esempio il 1903 con l'attualità e il moderno.
Nell'epopea a due ruote si sono creati i miti e l'identificazione del mito. Ma la differenza del mito ciclista rispetto a quello di altri sport, sta nella semplicità dell'uomo e nella consapevolezza della fatica che lo stesso deve fare per arrivare al traguardo. Il mito ciclista diventa una persona tanto familiare che è conosciuto e chiamato per il soprannome che porta, piuttosto che per il cognome. Il ciclismo ha segnato la storia dei nostri bisnonni, dei nostri nonni,dei nostri padri, ma anche oggi, nell'era della tecnologia e del virtuale, questo sport resiste perché insegna la correttezza, la lealtà sportiva, il rispetto degli avversari e forma il carattere perché insegna a soffrire ed a non mollare mai. Fin da piccoli riceviamo in regalo dopo la palla, il triciclo e poi la bici.
09:53 Scritto da : velocipedista in Storia della bicicletta | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook
Il genio e la follia sono territori confinanti in quasi tutte le espressioni artistiche del nostro mondo; non fa eccezione lo sport (è un arte a tutti gli effetti) con protagonisti talvolta tanto capaci, quanto strambi o almeno eccentrici. Ovviamente ogni singola storia ha una dinamica e uno sviluppo diversi: il caso del formidabile ciclista francese Henri Pélissier è davvero particolare e va gustato dall’inizio per poter meglio sottolinearne vizi e virtù. Il viaggio della sua vita ha inizio il 22 gennaio del 1889 a Parigi, città da sempre affascinante e piena di attrattive. Henri e i suoi fratelli piccoli, Francis e Charles, nutrono con gioia e temperamento la loro passione giovanile per la bicicletta e diventano presto tutti e tre ciclisti professionisti. Ma bastano le prime vere gare per capire immediatamente che è proprio Henri il più grande, e non solo dal punto di vista anagrafico. Dunque, il migliore della famiglia col destino che lo porta presto ad allargare il cerchio: in poco tempo fra i migliori in Francia, poi in Europa e nel resto del mondo. Soprannominato La Corda, Pélissier diventa un esponente di rilievo assoluto nel panorama ciclistico dei primi anni del Novecento, quello epico con campioni e protagonisti capaci di memorabili e mitiche imprese. Il suo incedere è deciso e potente, senza disdegnare quella leggiadra eleganza tipica dei corridori transalpini. Il suo successo più significativo in carriera è intriso di quel sapore leggendario e quasi fiabesco che nel ciclismo moderno non sembra esserci più. Parliamo del Tour de France del 1923 in cui succede davvero di tutto: tappe lunghe e durissime da affrontare, orribili cadute (storica quella di Jean Alavoine, che domina sui Pirenei issandosi fra i favoriti ma è costretto ad abbandonare causa quelle ferite spaventose) e la stoffa dell’azzurro Ottavio Bottecchia che si classifica al secondo posto nella classifica generale. Non ce n’è per nessuno: a trionfare a Parigi è Henri Pélissier, capace di imporsi in tre tappe e di adattarsi al meglio in percorsi diversi e impegnativi. La Francia sportiva lo acclama e lo adora, lui che è stato capace di riportare i transalpini alla conquista del Tour dopo anni di vacche magre (l’ultimo timbro nel 1911 con Gustave Garrigou). Del resto, Henri si è già imposto in innumerevoli altre gare distinguendosi in particolar modo nel Giro di Lombardia, vinto tre volte (1911-1913-1920), e nella più logorante di tutte le classiche, la Parigi-Roubaix. Pélissier ne esce vittorioso due volte (1919-1921), complice quella sua pedalata potente ed elegante, mai frustrata né limitata dai cubi di porfido o dagli infami ciottoli del pavé. Un valido e autentico campione che, guadagnati con merito i galloni dell’eroe, prende in spalla con personalità e carattere anche tutto quello che nel ciclismo funziona male. E lo fa puntando l’indice sugli organizzatori del Tour, accusati di costringere i corridori a prestazioni su percorsi sempre più duri e disumani. Già nell’edizione vincente del 1923, e dimostrando un’invidiabile lealtà sportiva (in quel caso proprio l’incidente di Alavoine ha favorito la sua vittoria), Henri ha fatto presente della troppa pericolosità di alcune tappe, ma niente… Il patròn Henri Desgrange (per intenderci, un tipo simpatico come un coccodrillo che non mangia da dieci giorni) non sente ragioni e, cavalcando l’onda dello spettacolo a tutti i costi, organizza il Tour del 1924 con rischi e azzardi sempre maggiori e con frazioni interminabili. Il carattere forte di Pélissier, che non ritiene giusti anche altri aspetti ambigui del regolamento, parla apertamente di schiavitù e a sorpresa abbandona la corsa a tappe inscenando una protesta tanto plateale quanto sorprendente, con conseguente ritiro dalla competizione. Quella corsa - per la cronaca - la vincerà Ottavio Bottecchia, primo italiano ad aggiudicarsi la Grande Boucle. Un personaggio davvero stravagante, Henri Pélissier, soprattutto se rapportato all’epoca in cui ha vissuto. Fin dalla primissima vittoria in carriera, la Parigi-Le Havre del 1910, si è sempre notata in lui una sorta di rabbia muta che accompagna le sue imprese. Il ciclismo per lui non solo è sport e passione, ma la personificazione del suo animo talvolta ribelle e tormentato. Già negli anni più belli e vincenti si vociferano voci poco chiare sulla sua vita privata, piena di vere o presunte risse, dissapori con la moglie e depressione. Ma finché c’è la bicicletta a sorreggerlo, la sua mente e il suo corpo si purificano e ritrova quell’identità del ragazzo talentuoso che ogni tanto smarrisce. Per Henri pedalare è come rifugiarsi in un bagno caldo e poter esclamare: “Adesso so chi sono e cosa voglio essere”.
In circa venti anni di carriera Henri Pélissier ha espresso con costanza e partecipazione il suo amore per le corse, raccogliendo nel suo invidiabile cammino anche la prestigiosa vittoria nella Milano-Sanremo del 1912. Troviamo inoltre il suo nome nell’albo d’oro di altre importanti manifestazioni quali la Milano-Torino, la Corsa delle Tre Capitali (Torino-Firenze-Roma), la Trouville-Parigi, il campionato nazionale francese in linea, la Parigi-Metz e svariate altre classiche europee. Tutto tranquillo, ma quando deve appendere la bicicletta al fatidico chiodo scatta impercettibilmente qualcosa. Sembra pensarci e ripensarci più volte, come se sentisse che l’accantonamento dallo sport possa essere il preludio a qualcosa di triste. Uno dei suoi ultimi acuti ufficiali è la seconda tappa del Giro dei Paesi Baschi nel 1924, lo stesso anno dell’ammutinamento al Tour. Ma bastano pochi mesi e si capisce che il crepuscolo della sua carriera è alle porte e lui accetta il destino in modo svogliato, apatico, pesante. Il punto di non ritorno per Henri Pélissier è il 1933, quando la moglie Léonie si suicida con un colpo di pistola alla tempia; ecco come in un attimo la vita e il mondo dell’amato ciclista entra in un vortice di tormenti e da cronaca sportiva si passa alla cronaca nera. Lo troviamo spesso nel banco degli imputati, sempre più incline a finire nei guai e a collezionare pasticci. La già chiacchieratissima storia con l’amante Camille Tharault va in crisi ben presto e i due passano da un furibondo litigio all’altro quasi senza rendersene conto. Durante uno di questi, il primo maggio del 1935, Henri Pélissier viene ucciso dalla sua compagna. Il particolare più agghiacciante è proprio l’arma del delitto: si tratta della stessa pistola usata due anni prima dalla moglie Léonie per togliersi la vita. In Francia la notizia porta una scia di fragore e di incredulità che durerà per molti mesi; ovviamente la morte così violenta di un famoso campione dello sport è subito oggetto di mille strumentalizzazioni. La triste fine di Henri Pélissier è forse coincisa anche prima di quel colpo di pistola, almeno dal punto di vista mentale. Chi lo ha conosciuto da vicino, infatti, conferma come nell’ultimo periodo di vita il francese fosse sempre triste, abulico. E come un uomo solitario e dimenticato da tutti, lo si vedeva passeggiare per le strade per ore senza uno scopo, senza una meta precisa. Come volesse cercare, senza trovarlo mai, il traguardo di una corsa e arrivare primo come ai bei tempi.
Articolo di Lucio Iaccarino tratto da www.storiedisport.it
05:46 Scritto da : velocipedista in Ciclisti eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook
Si correrà domenica 6 settembre l'84° edizione del Giro di Romagna per professionisti. Si tratta di una delle classiche di ciclismo su strada, che si corre ogni anno nel mese di settembre.
Organizzata dalla società ciclistica "Francesco Baracca", la gara ha partenza e arrivo a Lugo di Romagna (RA). Negli annali del Giro di Romagna è Fausto Coppi il ciclista da battere: il Campionissimo infatti è ancora colui che ha il record di vittorie con tre podi conquistati nel 1946, 1947 e 1949. Tra i vincitori passati si annoverano anche Costante Girardengo (1922), Learco Guerra (1935) e Diego Ronchini (1962).
17:15 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook
Anche l'Aver era presente con due suoi rappresentanti alla cronoscalata a coppie Fontanelice - Castel del Rio svoltasi mercoledì 26 agosto. Alla manifestazione, in puro stile goliardico si sono presentati Edore Campagnoli e Giorgio Conti, con due biciclette (Bianchi Parigi - Roubaix e Legnano Roma) messe a disposizione dal nostro socio Pippo Magrini, rigorosamente con cambio a stecca.
Nonostante qualche noia meccanica dovuta alla tarataura del cambio e alla impossibilità di utilizzare normalmente il complicato marchingegno inventato da Tullio Campagnolo, i nostri non hanno sfigurato, piazzandosi 31esimi in classifica generale, con il tempo finale di 15 minuti e 10 secondi.
Un primo accenno di quanto i ciclisti dell'Aver sapranno esprimere alla prossima edizione dell'Eroica, alla quale parteciperemo in massa.
Nella foto, da sinistra a destra, Edore Campagnoli e Giorgio Conti prima della partenza.
16:55 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: aver, fontanelice, cronoscalata | OKNOtizie | Facebook
CLUB CICLISTI EX PROFESSIONISTI AMICI DELLO SPORT
COMUNE DI CASSANO MAGNAGO
PRO LOCO e COMUNE DI VALGANNA
ORGANIZZANO
DOMENICA 6 SETTEMBRE 2009
La 7^ edizione
IN BICI RICORDANDO MIRO
raduno cicloturistico di Km 70
in compagnia di ex professionisti
RITROVO: ore 7,00 CASSANO MAGNAGO c/o Villa Oliva
PARTENZA: ore 8,30 CASSANO MAGNAGO c/o Villa Oliva
PERCORSO: CASSANO.,S.STEFANO,CAVARIA,ALBIZZATE,CASTRONNO,GAZZADA,
VARESE, INDUNO O.,GANNA,BOAREZZO (ristoro), indi ritorno a CASSANO M.
PREMI: alle prime 3 società o gruppi più numerosi, al più giovane e al più anziano
A TUTTI GLI ISCRITTI OGGETTO RICORDO
FRA TUTTI GLI ISCRITTI SARA’ SORTEGGIATA UNA BICICLETTA COLNAGO
Oltre ad altri numerosi premi
Il ricavato della manifestazione sarà devoluto alla Comunità alloggio per minori “CASA di MIRO”
La partecipazione è libera a tutti
Quota di partecipazione € 10 da versare all’atto dell’iscrizione prima della partenza
08:59 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook
Domenica 23 agosto p.v. a Barga (Lucca) si svolgerà la 2° pedalata storica attraverso la valle del Serchio (Garfagnana). La zona è immersa nel verde, compresa tra gli Appennini e le Alpi Apuane, e offre un sicuro sollievo a chi proviene dalle roventi pianure italiche. I percorsi sono ondulati e le strade completamente asfaltate. I punti di ristoro sono previsti nei borghi medievali più significativi. La manifestazione, non competitiva, è aperta a tutti ma prevede premi e riconoscimenti per coloro che meglio avranno interpretato lo spirito rievocativo del ciclismo eroico. Per maggiori informazioni www.lastorica.com.
L’esclusivo hotel Villa Moorings di Barga offre ai partecipanti il soggiorno in camera doppia al prezzo pari agli anni della bici impiegata. Es. bici anni ’30 soggiorno a 30 € a testa !!!!!! tel. 0583 711538
08:55 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | Facebook
Iriano Campagnoli è stato il massaggiatore ufficiale della squadra Salvarani in quel decennio in cui la squadra è stata un mito nello sport ciclistico. Masseur personale di Adorni e Gimondi, ha collezionato nella sua carriera ben 12 Giri d’Italia, 11 Tour de France, 8 Campionati del mondo, 8 Vuelta de Espagna, 8 Tour della Svizzera, 5 Giri del Belgio, 6 Giri di Sardegna, oltre alle classiche Milano-San Remo, Paris-Roubaix, Giro delle Fiandre, Liegi-Bastogne-Liegi, Giro di Lombardia. Figura fondamentale e punto ri riferimento della squadra ha raccolto le confidenze dei campioni, ha organizzato la logistica ed assieme al DT le strategie tecniche delle competizioni. Racconta oggi, sotto forma d’intervista, i meravigliosi anni del ciclismo italiano con quella passione che lo ha sempre caratterizzato.
Iriano Campagnoli Storie e ricordi su due ruote I ricordi di un protagonista del ciclismo degli anni ‘60 e ‘70 in una chiacchierata con Gabriele Angelini
Pagine: 88 Illustrazioni: colori e b/n Formato: 170 x 240 x10 Confezione: brossura ISBN: 978-88-87930-44-3 Prezzo: Euro 16,00
Angelini Photo Editore Via Orsini, 11 40026 Imola (BO) Tel. / Fax 0542.28711
10:26 Scritto da : velocipedista in Racconti di ciclismo | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: iriano campagnoli, ciclismo, gimondi, adorni, salvarani | OKNOtizie | Facebook
Mostre, convegni ed una serie di presntazioni di libri sulla storia del ciclismo: l'AVER ti aspetta ad Imola dal 20 al 28 giugno per la Settimana Tricolore.
Nel Paddock dell'Autodromo di Imola sarà allestita una grande mostra di biciclette d'epoca con 30 tra le biciclette più significative della storia del ciclismo italiano. Tra i libri presentati nello spazio espositivo anche quello di Beppe Conti "100 storie del Giro”.
Questo il programma degli eventi legati alla Settimana Tricolore:
Sabato 20 giugno 2009
9.00 Inizio gare e apertura del villaggio tricolore
19.00 Cerimonia di inaugurazione
Inaugurazione della mostra d’Arte, aperta tutti giorni dalle 10 alle 24 opere di TONINO DAL RE, TONINO GOTTARELLI, MAURO ANDREA
22.00 Spettacolo di fuochi e drammaturgia: Il Geniale Leonardo
Laboratori e convegni
Domenica 21 giugno 2009
9.00 PEDALATA TRICOLORE aperta a tutti : ritrovo Piazza Matteotti e arrivo in Autodromo
10.00 OPEN DAY DELL’AUTODROMO : animazione, giri liberi in pista, visite guidate
19.00 Presentazione del libro: “Storie e racconti su due ruote” di Iriano Campagnoli
21.00 “ LA MUSICA DEL COSMO” CONCERTO accompagnato da immagini e voci narranti diretto dal maestro Fabio Marco Brunelli, con il primo violino del Teatro Massimo
Martedì 23 giugno 2009
9.30 Inizio Gare
10.15 Campionato Italiano a cronometro Disabili
19.00 Presentazione del libro “Campioni del ciclismo di Romagna, Foto e ricordi di famiglia dei corridori che hanno fatto la storia delle due ruote”di Ivan Neri
22.00 BELLA UGO... PEDALA DA NOI! – GRANDE FESTA DISCO
Mercoledì 24 giugno 2009
13.30 Inizio gare
20.00 La Settimana Tricolore fa tappa nel Centro Storico di Imola
22.00 Serata musicale con i Bonus Malus nel villaggio Tricolore
Giovedì 25 giugno 2009
9.00 Inizio gare
19.00 Partita di calcio NAZIONALE CICLISTI VS ALL STAR (offerta libera)
21.00 Cena di gala aperta a tutti con i campioni dello sport (costo 35€, su prenotazione : Aghape 0542 010967 fiorenza.guarino@aghape.it )
22.00 Concerto dei Joe Di Brutto
Il ricavato della Cena di Gala e della partita sarà devoluto all’Abruzzo
Venerdì 26 giugno 2009
11.00 Inizio Gare
18.00 Presentazione libro “ La bicicletta sul muro – Luciano Pezzi e altre storie tra Dozza e Toscanella” di Paolo Bernardi , Massimo Marani e Paolo Zanelli
21.00 Monologo teatrale “ Per abbreviare la mia sofferenza. Ovvero dell’eroe perduto Marco Pantani” scritto da Alessandro Pozzetti, Domenico Ferrari e Marina Morellato
Sabato 27 giugno 2009
Ore 11 Inizio gare
Ore 18 Presentazione del libro “100 storie del Giro” di Beppe Conti
Ore 21 Grande Spettacolo di chiusura con Paolo Belli e la sua Big Band
Domenica 28 giugno 2009
Ore 10 Gara Categoria Professionisti
La corsa parte dall'Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari e, attraversando il centro storico di Imola raggiunge lungo la Via Emilia il km 0 posto all'uscita della città in direzione Bologna. Dopo alcuni km si raggiunge Dozza, antico borgo medievale posto in cima ad una leggera salita, e si attraversa il centro storico in ciottolato. Si attraversa la via Emilia e si percorrono una ventina di chilometri in pianura per ritornare alla via Emilia in località Castel San Pietro. Dopo 7 km la strada comincia a salire dolcemente fino a San Martino in Pedriolo dove iniziano i 9 km di salita fino al Passo Bordona. Una tortuosa discesa di 6 km porta a Castel Del Rio dove si immette nella provinciale Montanara che si percorre per circa 25 km in leggera discesa fino alle porte di Imola. Dal ponte sul fiume Santerno si entra nell'Autodromo del Cavallino Rampante dove ha inizio il circuito mondiale di 15,3 km con strade ampie e pressoché prive di curve che comprende la salita dei Tre Monti che culmina sul Monte Frassineto che domina la Città di Imola. Dopo una scorrevole discesa di 6,5 km si rientra nell'Autodromo dove è posto l'arrivo dopo un chilometro pianeggiante su una sede stradale larga 10 metri. Il circuito si ripete 11 volte per un totale di 257,3 Km.
17:32 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: settimana tricolore, imola, mostre | OKNOtizie | Facebook
Si svolgerà domenica prossima 14 giugno a Monticelli Terme, in provincia di Parma, la prossima edizione de "La Polverosa", cicloraduno e pedalata non competitiva per bici d'epoca. Due i percorsi che attraverseranno il verde della campagna e della collina parmense, passando per luoghi storici ed a contatto della natura; uno di 35 e l'altro di 60 km, entrambi con tratti di strade bianche. La manifestazione è per coloro che vogliono rivivere lo spirito del ciclismo eroico possibilmente con divise e biciclette d'epoca (cambio al telaio e gabbiette fermapiedi). Lungo il percorso sono previsti ristori e degustazioni di prodotti tipici parmensi. Quest'anno in concomitanza de "La Polverosa" si terrà anche una esposizione ed un interessantissimo mercatino/mostra-scambio dedicato al ciclismo d'epoca. All'iniziativa hanno già aderito circa 50 espositori e l'organizzazione invita chi volesse esporre a prendere contatti telefonici per prenotare uno o più spazi gratuiti.
Gli espositori interessati possono contattare Gianluca Ghiretti al 348.2485958, anche per informazioni a riguardo del raduno cicloturistico o su www.lapolverosa.it.
04:18 Scritto da : velocipedista in Raduni eroici | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: la polverosa, parma, cicloturistica d'epoca | OKNOtizie | Facebook
Si correrà domenica 7 giugno 2009 la prima edizione de "La Sanremo d'Epoca", raduno cicloturistico organizzata a Sanremo (IM) dall'UC Sanremo. La partenza per il percorso di 82 km e 690 metri di dislivello sarà data alle ore 10,00 da Piazza Colombo a Sanremo. Il tragitto toccherà alcuni dei capi più belli ed eroici della Milano - Sanremo e si invertirà al punto di ristoro di Capo Cervo, dove si potranno gustare prodotti tipici sanremaschi come la sardenaira tipica pizza , focaccia alla ligure ed altro. Previsto un premio per tutti i concorrenti che concluderanno il percorso, alle società con almeno 5 partecipanti, al concorrente più giovane, al concorrente più anziano, al più distante, al più originale, alla replica più fedele abbigliamento bicicletta, alla bicicletta più vecchia ed altri da definire.
"L'idea di creare una Sanremo per biciclette d'epoca - dicono gli organizzatori - è nata con la realizzazione della nuovissima pista ciclabile sul mare che con diritto oramai può considerarsi una delle piste più belle del mondo, inoltre crediamo che ogni ciclista almeno una volta nella vita abbia provato ad immaginare cos'era la fatica vera che facevano i ciclisti del tempo passato con le loro biciclette pesanti prive di rapporti difficili da guidare sui mitici CAPI della MILANO-SANREMO. La bellezza di CAPO CERVO con gli scorci panoramici dell'antico borgo, uno dei più belli d'Italia, la baia del golfo Dianese con il profumo inebriante degli aranci in fiore tutto l'anno grazie al clima mite, l'aspra durezza del CAPO BERTA con i suoi ripidi tornati a picco sul mare e per ultimo come regalo più bello i profumi di mimosa, garofani, rose in fiore che solo il POGGIO di Sanremo può regalare salita unica spettacolare famosa in tutto il mondo dove ogni campione di ogni epoca ha sognato e sogna tuttora di involarsi vittorioso sul traguardo di via Roma. Sarà anche un'occasione per godere del calore della città di Sanremo con il passaggio davanti al mitico Teatro Ariston sede del festival della canzone italiana e davanti al Casinò, per concludere la giornata di festa sarà allestita una mostra di biciclette d'epoca e un mercatino di mostra scambio dedicato. Inoltre sul percorso a fare da corollario ai ciclisti vi saranno come staffetta maccchine e moto d'epoca.
Per la partecipazione occorre essere in possesso di regolare licenza all'attività agonistica o cicloturistica e possedere una bicicletta con leve cambio al telaio e fili freni esterni.
Questi i contatti e le modalità per le iscrizioni:
FAX ISCRIZIONI O184-505780 - CELL 349-1302915 FAX 0184-530853 SITO INTERNET: www.uc.sanremo.it
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RITIRO NUMERO E GADGET. SABATO 6 GIUGNO dalle 14.00 alle 18.00 DOMENICA dalle 08.00 alle 09.30 SERVIZI Pasta Party, docce QUOTA D'ISCRIZIONE euro 20,00 MODALITA' D'ISCRIZIONE ON LINE tramite il sito internet oppure direttamente sul luogo della manifestazione o via fax
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